Notiziario mensile dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù

DIREZIONE GENERALE

Nomina dei vice provinciali e vice delegati
Ancora una volta ricordiamo che nel loro primo raduno del 2005, i nuovi consigli provinciali e di delegazione dovranno eleggere i vice-superiori provinciali e i vice-superiori di delegazione. Pianificate che questo incontro in modo che “i risultati delle elezioni possano essere comunicati al superiore generale e al suo consiglio per la conferma” prima della fine di gennaio. Inviate l’informazione al segretario generale.

Assemblea Generale dei provinciali e delegati
Come già annunciato, l’Assemblea Generale dei provinciali e delegati si terrà al Cairo (Egitto) dal 13 al 27 febbraio 2005.
I provinciali e delegati sono pregati di arrivare al Cairo per le 18.00 del 13 febbraio. Il programma dell’assemblea sarà inviato agli interessati prossimamente.

Segreteria Generale
P. Giuseppe Sandri, segretario generale, e P. Enrico Redaelli, suo assistente, ringraziano tutti i provinciali/delegati che terminano il loro ufficio per la collaborazione e la comunione che ci hanno offerto durante questi ultimi anni. Auguriamo loro un fruttuoso apostolato per il futuro. Grazie anche ai provinciali/delegati confermati nel loro ufficio. Impegniamoci affinché la collaborazione tra noi migliori sempre più. Ai nuovi provinciali e delegati promettiamo la nostra piena cooperazione.
Esprimiamo poi la nostra più sincera riconoscenza a tutti i confratelli che hanno contribuito alla stesura della Familia Comboniana, delle lettere del Consiglio Generale e di altri documenti e di quelli che hanno collaborato a tradurre questi documenti nella varie lingue. Abbiamo sempre bisogno della vostra comunione ed aiuto. Siamo sicuri che la vostra disponibilità per questo importante contributo, che rende la comunicazione tra di noi più efficace, continuerà anche in futuro.

Annuario Comboniano 2005
Con il 1° di febbraio 2005 si inizierà il lavoro della preparazione della stampa dell’Annuario Comboniano 2005. Avete tempo fino a quella data per mandarci cambiamenti, correzioni e suggerimenti per essere inseriti nel testo definitivo.
Tuttavia il segretario generale aggiorna quotidianamente il programma sul suo computer dal quale l’Annuario comboniano viene stampato. Quindi appena ci sono dei cambiamenti è un dovere farli pervenire a lui nel modo più veloce.
Rinnoviamo anche l’appello a quei confratelli che non hanno mai spedito nessuna loro fotografia alla segreteria generale, sia personalmente che attraverso i loro provinciali/delegati, di iniziare l’anno nuovo con un atto di generosità a questo riguardo. Aspettiamo le loro fotografie, formato tessera.
Rinnoviamo un altro appello, già ripetuto più volte, ai provinciali, delegati e superiori locali che non lo hanno ancora fatto, di mandare, sempre al segretario generale, una bella ed utile fotografia a colori delle nostre case.

Segretariato Generale dell’Economia

Assemblea continentale degli economi d’Europa
Il 22 al 27 novembre ha avuto luogo a Coimbra (Portogallo) l’assemblea continentale degli economi d’Europa, seguito da un incontro tecnico. È stato un bell’incontro, con tutti gli aspetti positivi: accoglienza calorosa, tempo sereno, convivenza fraterna e condivisione fruttuosa. I diversi temi proposti sono stati analizzati ed hanno preso una connotazione più precisa.
La nozione di Patrimonio Stabile, in particolare, si sta chiarendo da intuizione un po’ nebulosa di un fondo contro le paure del futuro ad una concezione più serena e ragionata di costruzione del futuro su basi essenziali e responsabili.
La responsabilità individuale e provinciale ha anche dominato la riflessione fatta sulle indicazioni date dagli Atti Capitolari 2003 ai nn. 101-104, per essere sempre più a servizio della missione.
Il cammino iniziato dal nostro Istituto, con la riflessione sulla Ratio Missionis, ha trovato posto anche nell’assemblea degli economi che hanno condiviso le loro idee e concezioni di servizio della missione attraverso i mezzi materiali.

Preventivo 2005
Riguardo al Fondo degli Scolasticati/CIF e a quello dell’Assistenza Ammalati, il contributo richiesto alle province e delegazioni rimane lo stesso dell’anno scorso.

Anno Comboniano di Formazione Permanente (ACFP) in Messico
Da tre mesi abbiamo iniziato il nostro cammino in questo nono ACFP, il quinto realizzato in Messico. Com’è tradizione, l’inaugurazione del corso è stata celebrata con tutti gli onori nella basilica di Nostra Signora di Guadalupe, dove siamo stati accolti molto bene.
Il corso si svolge nella casa provinciale di Xochimilco. Sia la provincia del Messico che la comunità della casa provinciale ci hanno accolto a braccia aperte e stanno facendo tutto il possibile perché possiamo realizzare il corso nel migliore dei modi. Al di là del fatto che proveniamo da luoghi molto diversi, ci sentiamo veramente a nostro agio e possiamo sperimentare la veridicità del famoso detto messicano “questa è casa vostra”.
Quest’anno i partecipanti sono 19, provenienti da ogni angolo del mondo, sia come terra d’origine sia come terra di missione. Diversità e ricchezza si possono apprezzare già guardando i nostri passaporti: italiani che hanno lavorato in Uganda, Perù o Ciad; portoghesi che vengono dal Sudafrica, Mozambico e Brasile; congolesi dal Sudan; beninesi e peruviani dal Centrafrica; ecuadoriani dall’Etiopia; spagnoli dalle Filippine, Perù, Congo e Ciad; costaricensi dall’Uganda; messicani dal Mozambico e dall’Ecuador… Senza contare i tre membri dell’équipe coordinatrice (P. José Manuel Hernández Casillas, P. Siro Stocchetti e Fr. Guillermo Casas Rosell). Una babilonia che si trasforma in un bel gruppo, pronto alla condivisione e al reciproco arricchimento.
La mattina è dedicata alle relazioni e ai seminari sui temi più diversi: dalla conoscenza di sé e dall’esperienza di Dio, fino alla realtà messicana o alla storia dei nostri antenati durante il periodo del Mahdi in Sudan, passando attraverso la cura del corpo e della salute. Il pomeriggio è dedicato allo studio, alla riflessione personale e all’accompagnamento personalizzato sia spirituale che psicologico. Il sabato è libero e la domenica aiutiamo nelle parrocchie dei dintorni, cosa che ci permette di condividere la nostra esperienza missionaria con la gente che ci ospita.
Una volta al mese (e quando capita l’occasione) facciamo un’uscita turistico-culturale per conoscere la storia, la cultura e la realtà del Messico. Per fortuna, fra di noi ci sono persone del luogo che fanno da “ciceroni” nei posti in cui andiamo. Né manca lo sport. Anzi, abbiamo a disposizione gli impianti sportivi della Cruz Azul, squadra di serie A del calcio messicano, in particolare la piscina con gli istruttori e tutto il resto.
Nonostante la diversità, il clima che regna fra di noi è molto buono. Siamo suddivisi in piccoli gruppi di comunicazione di vita; gruppi di quattro o cinque confratelli che si riuniscono una volta a settimana per avere la possibilità di una condivisione più personale e approfondita, il che non impedisce una condivisione più allargata nelle celebrazioni liturgiche o negli incontri comunitari che teniamo due volte al mese.
L’obiettivo principale di questo ACFP è che ciascuno possa trovare se stesso, la propria realtà, la propria esperienza… L’esperienza vissuta che ognuno trae è la materia prima per ciò che facciamo qui. Si potrebbe dire che la priorità, l’asse centrale del corso è questa esperienza personale che ognuno fa. Questo ci consentirà di ritornare presto alla nostra missione, o alla nuova destinazione, con rinnovata energia e con il corpo e lo spirito in piena forma. (P. José Manuel Hernández Casillas)

Nomine

P. Teresino Serra. Con lettera del 22 novembre 2004 Sua Eminenza il Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha notificato che Sua Santità Giovanni Paolo II ha nominato P. Teresino Serra membro della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Congratulazioni!

Fr. Eigner Johann (DSP) è nominato membro della Commissione Ristretta per la Ratio Missionis.

P. Cerezo Ruiz Daniel (A) e Fr. Cruz Reyes Joel (EC) sono nominati membri della Commissione Allargata per la Ratio Missionis.

Voti perpetui
Sc. Kakwata Séraphin (CN) Roma (I) 18.12.2004
Sc. Longba Godefroy-Médard (CA) Roma (I) 18.12.2004
Sc. Mehari Abraha Iskias (ET) Roma (I) 18.12.2004
Sc. Naranjo Alcaide Jorge Carlos (E) Roma (I) 18.12.2004

Opera del Redentore

Gennaio 01 – 07 A 08 – 15 C 16 – 31 BNE

Febbraio 01 – 15 BS 16 – 28 CA


Intenzioni di preghiera

Gennaio - Perché, attratti dall’amore di Cristo Buon Pastore e seguendo l’esempio di San Daniele Comboni, possiamo assumere con coraggio e creatività le nuove sfide della missione. Preghiamo.

Febbraio - Perché l’intera Famiglia Comboniana, vivificata dall’ispirazione del Fondatore, accolga con gratitudine la diversità dei doni e l’interculturalità e viva con rinnovata passione e coraggio la grazia della Missione. Preghiamo.


BRASIL NORDESTE

Premio Nazionale per i Diritti Umani
Giovedì 9 dicembre, il Centro di Difesa della Vita e dei Diritti Umani di Açailândia, Brasilia, ha ricevuto il Premio Nazionale per i Diritti Umani 2004, per le attività realizzate nella lotta contro il lavoro in schiavitù.
La presidentessa del centro, Carmen Bascarán, e il segretario esecutivo, Antônio José Ferreira Lima, hanno ricevuto il premio al Palácio do Planalto, a Brasilia, alle ore 9.00, dal presidente della Repubblica, Luís Inácio Lula da Silva.
Il Centro di Difesa ha avuto dal governo federale R$ 10.000 e una statuetta quale riconoscimento del lavoro svolto da questo organismo che coordina il Forem (Fórum de Erradicação do Trabalho Escravo) nel Maranhão.
“Siamo molto contenti di questo riconoscimento nazionale per il lavoro che abbiamo realizzato in questi 8 anni. Crediamo che con un obiettivo chiaro e mete definite, otterremo risultati soddisfacenti nel nostro Stato”, afferma Antônio Filho.
Con il centro, concorrevano la OIT (Organização Internacional do Trabalho), la ONG Repórter Brasil (di San Paolo), il Tribunal Regional do Trabalho e il Grupo Móvel del Ministero del Lavoro (di Brasilia). Tutti si occupano di lotta al lavoro in schiavitù nel Maranhão.
Il Centro di Difesa ha inoltrato delle denunce contro il lavoro in schiavitù al Ministero del Lavoro, ha accolto lavoratori in fuga dai latifondi e ha dato sostegno ai gruppi che svolgono attività d’ispezione.
Per il delegato regionale del Lavoro nel Maranhão, Ubirajara do Pindaré, il premio è molto importante perché rafforza la lotta per estirpare il lavoro in schiavitù. “Il Centro di Difesa di Açailândia è una delle entità più operative del paese nella lotta contro questa piaga e ha tutti i motivi per essere riconosciuta dal premio nazionale”. Pindaré sarà presente anche alla consegna del premio.
Dopo quasi nove anni di lavoro per porre fine a questa piaga, vediamo che il governo del Brasile riconosce il nostro sforzo!
Per tutti noi questo premio è importantissimo, se solo si pensa che un anno fa dovevamo sentire da ‘certi elementi’ alla televisione, alla radio e sulla stampa che avevamo inventato questa storia del lavoro in schiavitù per approfittarne!
Siamo felici e vogliamo che lo sappiate perché, in un modo o nell’altro, tutti voi e molti altri di cui non conosco l’indirizzo ci avete aiutato in questa lotta: grazie a nome di tutti i giovani, gli uomini e le donne che dopo essere passati per il Centro di Difesa della Vita e dei Diritti Umani di Açailândia hanno cominciato a credere che la vita vale la pena di essere vissuta! (Carmen Bascarán)




ECUADOR

Secondo Simposio Missionario
Per non perdere la memoria del cammino fatto in occasione delle celebrazioni per la canonizzazione dei nostri fondatori (Daniele Comboni e Arnold Janssen), abbiamo voluto rivivere l’esperienza anche quest’anno per creare una comunione fra di noi e stimolare la vita religiosa e la Chiesa ecuadoriana ad aprirsi alla missione “ad gentes”. Per questo, la mattina del 17 novembre ci siamo riuniti, con le famiglie missionarie dei Comboniani e dei Verbiti, per riflettere sulle conclusioni dell’ultimo CAM/COMLA e in preparazione al prossimo che si volgerà qui in Ecuador. Il motto del simposio è stato “La missione nuova primavera per l’evangelizzazione”.
Abbiamo esaminato gli aspetti positivi e negativi del documento, per poter poi proporre i nostri contributi alla Chiesa locale e alla vita religiosa e coinvolgerci maggiormente. Nel pomeriggio, con altri Istituti, basandoci sul documento, abbiamo riflettuto sui temi del martirio, della piccolezza e povertà, e ci siamo impegnati a portare avanti questo incontro nei prossimi anni.
Alla fine, c’è stato un momento molto ben preparato e partecipato di preghiera missionaria. Abbiamo concluso mettendo le mani in ciotole piene di fango come segno missionario dello “sporcarsi le mani” nella nostra realtà e inculturare così sempre di più il nostro messaggio.

Settimana Culturale Afro a San Lorenzo
In occasione della celebrazione dell’anno di preparazione ai 50 anni di presenza nella parrocchia, dal 22 al 27 novembre, la comunità comboniana di San Lorenzo ha organizzato una Settimana Culturale Afro. Il motto della Settimana era: “Ciò che non si conosce non si ama: ama la tua cultura per amare il tuo popolo e credere in te stesso”.
A questo evento hanno partecipato 232 alunni e 200 professori delle scuole superiori fino alle scuole materne. Le relazioni, svolte dal parroco, P. Claudio Zendrón, da alcuni professori di San Lorenzo e dall’équipe di Pastorale Afro di Guayaquil, hanno trattato vari temi legati alla storia, alla cultura e alla realtà attuale del popolo afroecuadoriano e hanno suscitato grande interesse. In particolare, abbiamo riscattato l’esempio e l’eredità dei nostri antenati i quali – fra pericoli e sofferenze – hanno continuato a lottare e a sognare la libertà. Sognare, in un certo senso, vuol dire preparare il futuro dei nostri discendenti: se il popolo afro oggi è libero è perché i nostri antenati hanno sognato la libertà per molti secoli; per cui i sogni dei nostri antenati sono quelli che oggi ci danno la vita e la libertà. Come educatori, dunque, dobbiamo incoraggiare i sogni dei nostri giovani, dei sogni che siano coerenti con la tradizione che abbiamo ereditato.
Purtroppo, è stato osservato che nelle scuole di San Lorenzo non si parla quasi della storia e della cultura del popolo afro. Per questo, la maggior parte dei professori si sono impegnati a trattare con gli alunni questi temi e hanno apprezzato molto i foglietti e i CD preparati dal Centro Afro di Guayaquil, da utilizzare con gli studenti.
Alla fine, un alunno della scuola tecnica ha ringraziato per questa Settimana Culturale ed ha affermato: “Abbiamo conosciuto molte cose che non sapevamo della nostra cultura”. Da parte loro, i professori hanno espresso il desiderio di ripetere questa esperienza, includendo anche le scuole delle zone rurali.

Incontro Nazionale di Pastorale Giovanile Afro
Dal 19 al 21 novembre è stato realizzato a Guayaquil l’Incontro Nazionale di Pastorale Giovanile Afro sul tema: “La festa come proposta politica alternativa”, proposto dall’équipe di Pastorale Giovanile Afro di Guayaquil. Hanno partecipato oltre cinquanta giovani provenienti da Guayaquil, Oriente, Chota, Quito, Esmeraldas e San Lorenzo.
Questo incontro aveva lo scopo di rafforzare l’identità dei giovani afro e, per questo, abbiamo due fonti, i due pilastri della nostra spiritualità: la Bibbia, che ci mostra il volto di Dio, e la cultura che ci hanno lasciato in eredità i nostri antenati.
Abbiamo proposto una ricerca, sulla base della Bibbia e della tradizione del popolo afro, sulla festa. Da sempre la festa e la danza sono un elemento costitutivo della spiritualità e dell’identità culturale, politica e religiosa del popolo afro. I valori che, nella prospettiva della Parola e della nostra tradizione, si vivono nella festa possono essere la base di una spiritualità e di una proposta politica alternativa.
La maggior parte dei giovani erano d’accordo sul fatto che oggi si è perso il significato tradizionale della festa afro come momento di comunione e di incontro vero fra le persone; allo stesso tempo, però, hanno espresso il desiderio di impegnarsi per fare nuovamente della festa un momento di condivisione di tutto: il cibo, i sogni, le inquietudini e le speranze. Nella tradizione afro, la festa è anche il luogo in cui, attraverso l’allegria, il canto e la danza, possiamo riscattare la ricchezza delle nostre espressioni culturali, la nostra creatività, la nostra saggezza, ecc. La festa è ciò che ha permesso al popolo afro di resistere ad una cultura della morte e di conservare la propria identità.
In quanto alla Parola, abbiamo sottolineato come Gesù utilizzi le feste a fini pastorali, considerandole, da un lato, uno spazio di missione e di evangelizzazione, dall’altro, un luogo in cui si sperimenta e si vive la vita piena che Egli è venuto ad annunciare. La festa celebrata insieme è il modo in cui Dio vuole che gli uomini si rapportino fra di loro.

Celebrazioni dei 50 anni di presenza in Ecuador
Preparandoci alle celebrazioni ufficiali dei 50 anni di presenza in Ecuador, ci siamo messi in cammino per motivare ed animare la Chiesa locale, la provincia e i benefattori.
Oltre al busto in miniatura di Comboni, fatto da un artista locale, abbiamo pubblicato 6 libri:
- il primo sui pionieri di questa esperienza missionaria: “Los que abrieron caminos realizadores de un sueño: ejemplos de entrega”, di P. Alberto Doneda, che raccoglie la testimonianza di 15 Comboniani che hanno lavorato in Ecuador;
- per la formazione di leader, soprattutto dei “missionari afro”: “El rostro negro de Dios: una lectura de la Biblia desde el Pueblo Afro”; e “La Danza de amor: una propuesta política alternativa desde la espiritualidad del Pueblo Negro”, di Fr. Alberto Degan;
- nel campo di Giustizia e Pace: “Vino a anunciar la paz: la noviolencia evangélica y sus implicaciones misioneras”, di Fr. Alberto Degan; sulla Dottrina Sociale: “El valor de lo humano: elementos básicos para una pastoral encarnada”, di Fr. Joel Cruz Reyes.
- infine: “Con pasión y audacia: historia de los Misioneros Combonianos en Ecuador”, una storia divulgativa della provincia.
Abbiamo preparato due programmi per la radio: “50 años de presencia: una mirada a la historia” e “una provocación para el futuro” e l’esposizione missionario-vocazionale in 9 quadri. Stiamo organizzando il prossimo Congresso Giovanile Nazionale che si svolgerà ad Esmeraldas e altre attività per i benefattori e le comunità in cui siamo presenti. Per qualsiasi richiesta, rivolgersi alla casa provinciale.


EGITTO

Per una migliore conoscenza del mondo islamico
P. Giuseppe Scattolin ha pubblicato presso l'Institut Français d'Archéologie Orientale (IFAO), Cairo, l'edizione critica dei poemi di un grande sufi egiziano, 'Umar Ibn al-Farid († 1235), dal titolo "The Diwan of Ibn al-Farid". Rappresenta un valido contributo alla conoscenza sia, in particolare, di questo poeta mistico (sufi), sia della mistica (sufismo) islamica, in generale.
Questo lavoro è stato inteso prima di tutto come un'opera di “inculturazione”, cioè di conoscenza profonda della cultura del popolo in cui viviamo, in questo caso l'islam che rappresenta il 90% e più della popolazione egiziana. In tal modo ci si presenta come un interlocutore valido a livello della cultura, proponendo anche una visione più critica ed aperta di essa. Questo lavoro sta suscitando interesse negli ambienti culturali egiziani, esso apre molte porte per incontri e scambi.
Si spera che serva a dare un contributo positivo nel campo del dialogo interreligioso e interculturale. Questo campo è un impegno molto serio per il mondo islamico ed uno dei punti più importanti per aprire vie di incontri e dialogo con esso. Si spera pure che questo lavoro incoraggi altri confratelli ad impegnarsi per un incontro col mondo islamico basato su di una solida e scientifica conoscenza di esso, per superare in tal modo molti pregiudizi reciproci.


ITALIA

40° Anniversario dell’uccisione di P. Remo Armani
Il 28 novembre si è tenuta ad Agrone (Trento) la commemorazione dell’uccisione di P. Remo Armani, avvenuta a Paulis (oggi Isiro) nel Congo, il 23 novembre 1964.
La ricorrenza è stata organizzata dal “Comitato P. Remo Armani”, formato da un gruppo di giovani della zona che organizzano momenti culturali e d'informazione su tematiche riguardano la mondialità.
Alle 10.00 c'è stata la S. Messa, celebrata da P. Elvio Cellana, superiore della comunità di Trento, che all'inizio e nella preghiera dei fedeli ha collegato l’Avvento con il sacrificio di P. Remo, sottolineando la radicalità della vocazione cristiana, alla quale ci chiamano le parole di Isaia e di Giovanni Battista, nostri maestri durante questo tempo.
P. Gianni Nobili, superiore della comunità di Limone, ha tenuto l'omelia, incentrata sul significato della vocazione alla missione che ha spinto P. Remo a sacrificare la vita per gli altri. Concelebravano P. Luigi Parisi, il parroco del luogo, Don Gianpaolo e un anziano sacerdote ammiratore di P. Remo. Presenti erano anche Fr. Virginio Manzana e Fr. Roberto Moser.
Dopo il pranzo offerto dal comitato a 50 invitati, alle 14.30, nella sala del comune, piena all'inverosimile, ha fatto seguito la commemorazione ufficiale. Fr. Manzana, che ha vissuto con P. Remo negli anni 50 nella zona di Mupoi, Sud Sudan, commosso, ha sottolineato lo zelo apostolico e il carattere bonario di P. Remo, in forza del quale ciascuno lo voleva nella propria comunità.
Il comitato aveva preparato un video di 45 minuti, con testimonianze di P. Luigi Parisi e P. Italo Gheno, anch’essi compagni di missione di P. Remo, e di suo fratello e delle due sorelle. Questi, nonostante l'età avanzata, con arguzia tutta montanara, hanno saputo descrivere bene quanto fosse significativa la presenza di un Missionario Comboniano in famiglia e la capacità che il suo ricordo ha avuto e ha ancora di tenere uniti i parenti e la gente del paese.
Come P. Nobili aveva rilevato nell'omelia, non c'è che da pregare che qualcuno dei giovani presenti, colpito dalla figura di P. Remo, si decidesse a prenderne il posto.

Gonfalone d’argento a P. Tarcisio Pazzaglia
Il 30 novembre, a Firenze, è stata celebrata la “Festa della Toscana” per ricordare l’anniversario dell’abolizione della pena di morte e della tortura nel Granducato (1786). Per sottolineare questa festa regionale, lunedì 29 novembre, nella Pinacoteca dell’Istituto degli Innocenti, il presidente del consiglio regionale della Toscana, On. Nencini, ha conferito il Gonfalone d’argento a otto “uomini e donne che stanno pochissimo sulle pagine dei giornali”, che dedicano la loro vita “affinché i diritti dei bambini non siano solo sanciti ma anche messi in pratica”. P. Tarcisio Pazzaglia, ricevendo il premio, ha voluto ricordare tutti i Comboniani che stanno operando in Uganda in questo lento e faticoso processo di crescita della Chiesa e degli africani ugandesi dove i bambini di oggi sono quelli che faranno la storia dell’Uganda e dell’Africa di domani.

La Parola che è in te
Il libro di P. Justino Martínez Pérez, Historias para vivir, è stato tradotto e pubblicato dall’EMI con il titolo La Parola che è in te – Leggere la Bibbia a partire dalla vita (pp. 192, € 10,00) per porre l’accento sulle dimensioni di vicinanza e di forza trasformante della Parola di Dio. Con questo libro P. Justino ci dice che noi comboniani possiamo offrire una nuova lettura della Bibbia alle comunità di origine. La Bibbia brilla come libro che ci parla di comunione, di apertura, di solidarietà. Non di muri ma di ponti. Quattro immagini fanno da guida alla comprensione del testo: la Bibbia album di famiglia, città meravigliosa, raggi X e lievito nella torta. Il libro è suddiviso in 30 capitoli di facile lettura personale e di gruppo. Chi legge la Bibbia, conclude P. Justino, scopre la propria identità, le proprie radici e la propria missione. Un libro nuovo per noi e per le persone che incontriamo. Un regalo delle giovani chiese alle chiese di antica data.

KHARTOUM

Visita al Darfur di Mons. Antonio Menegazzo
Dal 26 novembre al 15 dicembre sono stato in Darfur per una visita pastorale. Ho visitato, in particolare, le tre parrocchie di Nyala, El Fasher e El Daein. Ho potuto visitare anche Jeneina, che confina con il Ciad, dove abbiamo una cappella che funge anche da centro. I catechisti si prendono cura di questo centro, mentre un sacerdote, proveniente da El Fasher o da Nyala, lo visita di tanto in tanto.
La situazione che ho visto appare tragica. Ho visitato i campi profughi vicino alle tre città. Ho potuto osservarne l’enorme estensione, le tende bianche che offrono un riparo alle famiglie e l’evidente sofferenza dappertutto, nonostante la presenza di molte organizzazioni internazionali.
Noi assistiamo i profughi per mezzo della Caritas locale (Diocesan Sudan Aid) e in cooperazione con la Cordail olandese. Distribuiamo tende, cibo e altre cose di cui hanno estremo bisogno.
La parrocchia di Nyala, affidata ai Missionari Comboniani, aiuta specialmente i profughi che non accettano di recarsi negli appositi campi profughi e che, quindi, non hanno diritto agli aiuti offerti dalle altre organizzazioni. Con l’assistenza dei Salesiani, abbiamo acquistato una casa che abbiamo affidato alle Suore di Sant’Antida per essere utilizzata come un rifugio per ragazze. La Cordail olandese sta anche studiando un progetto per un centro vocazionale per ragazzi.
Nonostante gli accordi di Abuja tra il governo ed i ribelli, gli scontri continuano ogni giorno. Si incontrano i Janjaweed dappertutto. I sacerdoti non possono visitare i vari centri e le comunità per assistere i catechisti ed i cristiani nel ministero. Le organizzazioni che hanno i loro uffici nella zona si muovono anch’esse a loro rischio.
Sono riuscito a recarmi da Nyala a El Fasher, a Jeneina e, ritornato a Nyala, anche a Daein, ma solo viaggiando con gli aeroplani delle Nazioni Unite.
Per l’insicurezza, i prodotti che si vendono nei mercati sono diventati costosi e scarsi. I camion che trasportano merce da Khartoum sono pochi, perché esiste il pericolo costante di essere assaltati e derubati lungo la strada.
Da un punto di vista puramente umano, non crediamo che la pace sia vicina. Gli incontri tra il governo ed i ribelli continuano, ma anche se dovessero giungere ad altri accordi, non abbiamo fiducia che questi accordi vengano poi rispettati.


PERU-CHILE

P. Jaime Rodríguez Salazar, Vescovo di Huánuco
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Huánuco (Perú) P. Jaime Rodríguez Salazar, MCCJ, amministratore diocesano della medesima diocesi e parroco della parrocchia di San Pedro.
P. Jaime Rodríguez Salazar è nato a La Luz, diocesi di Zamora, nello stato di Michoacan (Messico), il 15 giugno 1939. In giovane età è entrato nell'Istituto dei Missionari Comboniani a Sahuayo dove ha frequentato le scuole medie. Ha seguito i corsi filosofici nel seminario comboniano di Città del Messico dal 1960 al 1962. Dal 1962 al 1966, già membro dell'Istituto dei Missionari Comboniani, è stato trasferito nello scolasticato della Casa Madre di Verona, e ha frequentato i corsi di teologia del seminario diocesano “Studio Teologico San Zeno”. Ha emesso la professione perpetua nell’Istituto dei Missionari Comboniani a Verona il 9 settembre 1965 ed è stato ordinato sacerdote a Roma il 3 luglio 1966.
Dopo l'ordinazione sacerdotale ha svolto i seguenti incarichi: formatore e poi superiore nel seminario comboniano minore di Guadalajara, Jalisco, Messico (1966-1973); consigliere provinciale (1970-1973); lavoro pastorale in Malawi-Zambia (1973-1978); superiore provinciale del Messico per due trienni (1978-1984); formatore e superiore dello scolasticato di Lima (1978-1984); servizio pastorale nella parrocchia di San José a Pozuzo, diocesi di Huánuco (1992); maestro dei novizi nel noviziato di Calamba, Filippine (1993-1996) e parroco della parrocchia di San Pedro nella diocesi di Huánuco (dal 1996). Il 22 settembre 2003 è stato eletto amministratore diocesano di Huánuco.
(L’Osservatore Romano, 16.12.2004)

50° di professione religiosa
L’8 dicembre 1954, Fr. Kuno Stösser ha emesso la prima professione religiosa al servizio della Chiesa e, un anno dopo, veniva destinato alla provincia del Perú-Chile. Sono passati cinquant’anni da quella data e Fr. Kuno li ha trascorsi quasi tutti in Perù, vivendoli fedelmente nell’evi-denza del servizio quotidiano.
Così, l’8 dicembre 2004, numerosi rappresentanti della comunità di Lima e altri provenienti da lontano, si sono ritrovati nella casa provinciale di Monterrico per salutare Fr. Kuno e ringraziare Dio per il bene che ha fatto durante tutta la sua vita. Dopo un pranzo speciale, alle 5.00 del pomeriggio, è stata celebrata la S. Messa, presieduta dal provinciale, P. Conrado Franco Lorenzo, e concelebrata da un buon numero di sacerdoti, con la partecipazione di numerose religiose e amici. Alla fine, Fr. Kuno ha pronunciato, commosso, alcune parole evocando la sua prima traversata in America dalla sua terra natale, la Germania: “In questo momento sento nel mio cuore un fuoco di gratitudine. Gratitudine a Dio e a tutte le persone buone che egli ha posto sul mio cammino e che mi hanno aiutato ad essere quello che sono”. Grazie Fr. Kuno per la tua testimonianza di fedeltà e di perseveranza nella vita missionaria.


Preghiamo per i nostri defunti

IL PADRE: Aldo di P. Giovanni Nobili (I).

LA MADRE: Giuseppina di Pier Paolo Monella (U); Senangbe Agbongbe di P. Fidèle Katsan Fodagni (BNE).

IL FRATELLO: Giuliano di P. Silvano Gottardi (SS); Wendelin di P. Andreas Thorwarth (DSP); Hermann di P. Herbert Oberhofer (DSP).

LA SORELLA: Angela di P. Giuseppe Frigerio (C).

Familia Comboniana n. 616