Da Khartoum, colpito da febbri, scrive (1879) al card. Simeoni:
La mia salute è scassinata: la febbre non mi vuol lasciare; sono oppresso dalla fatica e dal crepacuore di tante croci. Tuttavia lo spirito si sostiene nella speranza in quel Gesù che palpitò e morì per la Nigrizia.