P. Giovanni Marengoni era nato a Trezzano Rosa, in provincia di Milano, il 18 gennaio 1922. Fece il noviziato a Venegono dove emise i primi voti nel 1940. Completò lo scolasticato tra Verona, Roma, Rebbio e ancora Roma, dove fece anche un corso di specializzazione. Fu ordinato sacerdote nel 1946 e lavorò poi come formatore e professore nel seminario di Rebbio.
Nel 1951 fu mandato in Inghilterra a studiare l’inglese, in preparazione alla missione in Sud Sudan, dove rimase per 12 anni (1952-1964): prima nelle missioni di Rejaf e Kadulé e poi a Okaru, come rettore del seminario. Dopo un anno come superiore dello scolasticato di Venegono, fu destinato all’Uganda: per tre anni nella parrocchia della cattedrale di Gulu e poi, dal 1968, per tredici anni a Moroto, prima come formatore e poi come Superiore Generale degli Apostoli di Gesù. P. Giovanni mantenne questo incarico (1978-1983) anche quando l’Istituto fu trasferito a Nairobi (Langata) in Kenya. In Uganda e in Kenya spese praticamente la sua vita per la crescita di tre Istituti africani: gli Apostoli di Gesù (Apostles of Jesus), le Suore per l’Evangelizzazione (Evangelising Sisters) e gli Evangelizzatori Contemplativi (Contemplative Evangelisers).
Dopo l’anno sabbatico a Roma (1985-1986), P. Giovanni visse per sedici anni a Rongai in Kenya (1988-2004) da dove tornò per motivi di salute. Dopo un anno di cure a Milano, ritornò nella casa provincializia di Nairobi.
Nel novembre 2006 è stato ricoverato al CAA di Milano, dove il 27 luglio 2007 è deceduto all’età di 85 anni.
Scrivere qualcosa su P. Giovanni non è facile. Ci si trova davanti ad una persona di grande statura, fuori dall’ordinario. La sua personalità presentava una molteplice varietà di sfaccettature che spesso si contraddicevano. In particolare, aveva il carisma del fondatore e del formatore di persone consacrate (sacerdozio e vita religiosa).
Fondatore
Nel 1968 fondò a Moroto (Uganda) la Pia Associazione degli Apostoli di Gesù, approvata dal vescovo Mons. Sisto Mazzoldi, allora ordinario della diocesi di Moroto.
Nel 1986 a Rongai, diocesi di Nakuru, Kenya, fondò la Pia Associazione dei Contemplativi Evangelizzatori del Cuore di Cristo. Associazione di vita di semiclausura. Il vescovo Raffaele Ndingi, allora ordinario della diocesi di Nakuru, emise il decreto di erezione di detta Associazione per la sua diocesi. P. Giovanni avrebbe voluto iniziare anche la Pia Associazione delle Suore Contemplative del Cuore di Cristo, ma, data l’età avanzata, i suoi superiori lo dissuasero dall’iniziare tale associazione.
A pieno diritto, P. Giovanni deve essere considerato cofondatore, con il vescovo Sisto Mazzoldi, delle Suore Evangelizzatrici di Maria, delle quali P. Giovanni scrisse le Regole e che aiutò per parecchi anni nella loro crescita religiosa, spirituale e missionaria.
Ciò che più faceva soffrire P. Giovanni, nel suo lavoro di fondatore, era il fatto che in diverse occasioni non si sentiva appoggiato dai suoi diretti collaboratori né dai superiori dai quali si sarebbe invece aspettato una maggiore comprensione. Comunque, le poche volte in cui l’ho sentito parlare di questa sofferenza, ha sempre cercato di scusare chi ne era la causa e chiudeva il discorso dicendo che il tale “chissà quanti meriti si acquista davanti a Dio”.
Dal carisma che P. Giovanni ha cercato di trasmettere ai tre suddetti gruppi si percepisce lo zelo missionario che animava la sua vita.
Quando era libero dai suoi impegni, si prestava volentieri all’apostolato diretto nelle parrocchie e in altri Istituti religiosi, tenendo ritiri, esercizi spirituali, corsi di formazione spirituale, conferenze,
celebrazione dei sacramenti, ecc. La sua predicazione era molto apprezzata perché animata da una profonda fede e da una vasta preparazione teologica e spirituale. Chi gli è stato vicino per molti anni può testimoniare che, quando doveva preparare una predica di una certa consistenza, P. Giovanni passava molto tempo, anche di notte, in adorazione davanti al tabernacolo.
Se è vero, infatti, che dava l’impressione di essere una persona con una sicurezza assoluta e una grande padronanza di sé, prima di ogni decisione importante, P. Giovanni pregava molto, chiedeva agli altri molte preghiere, rifletteva a lungo sulla decisione da prendere, si consigliava con chi gli stava vicino e solo dopo tutto questo si sentiva libero di decidere secondo quella che riteneva la volontà di Dio. Per P. Giovanni, infatti, l’unica cosa importante era decidere secondo la volontà di Dio.
Formatore
Come formatore, P. Giovanni non nascondeva la sua preferenza per i sistemi educativi del passato, convalidati dall’esperienza dei santi.
Lo spirito di preghiera, la vita di sacrificio e la fedeltà agli impegni religiosi li inculcava con le frequenti conferenze che teneva ai suoi candidati, ma soprattutto li testimoniava nella sua vita di tutti i giorni. Chiedeva agli altri quello che lui già praticava. Anche se poi, davanti ai numerosi fallimenti umani dei suoi candidati, era molto paziente e li giustificava dicendo che “lo spirito è pronto, mentre la carne è debole”. Questo modo di fare poteva sembrare un “fingere di non vedere lo sbaglio” e quindi, a volte, gli procurava delle tensioni con i suoi collaboratori.
La voce forte e il calore con cui parlava potevano creare in chi lo ascoltava un senso di paura che però subito svaniva quando la persona andava a parlargli privatamente, nella sua stanza. Qui, l’aspetto serio e il tono di voce deciso scomparivano. P. Giovanni si commuoveva fino alle lacrime quando un fatto doloroso colpiva un suo confratello o un alunno.
Portava avanti il suo ruolo di responsabile con estrema serietà, ma quando ne era libero, sapeva parlare piacevolmente e intavolare interessanti conversazioni.
(P. Carlo Pasinetti, mccj)
Da Mccj Bulletin n. 238 suppl. In Memoriam, aprile-luglio 2008, pp. 10-14.