Diocesi di Padova fa memoria di padre Ezechiele Ramin, a 36 anni dalla sua uccisione in Brasile

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Mercoledì 28 luglio 2021
«Ciò che patisce la semente lo patisce il seminatore». Questa frase di padre Ezechiele Ramin, comboniano di Padova ucciso nel 1985, all’età di 32 anni, suona così profetica da mettere i brividi. Ed è stata questa immagine a guidare il ricordo di padre Lele, come era conosciuto, nell’anniversario della sua morte, il 24 luglio, nella sua parrocchia d’origine, San Giuseppe, a Padova. [Nella foto: Al cimitero di Padova, Padre Tesfaye Tadesse, superiore generale dei Missionari Comboniani, con Antonio, Filippo e Fabiano, fratelli di p. Ezechiele]

Fedele alla tradizione, il 24 luglio, Padova, intesa come Chiesa locale e comunità dei missionari comboniani, insieme ai suoi familiari, fa memoria di p. Ezechiele Ramin, nel giorno anniversario della sua uccisione a Cacoal, in Brasile, il 24 luglio 1985.

La chiesa, alla messa prefestiva di sabato 24 luglio 2021, è piena di fedeli e, con loro, tanti amici per i quali p. Ezechiele è più che un ricordo, è una memoria viva di impegno, un intercessore, un ispiratore di vita donata. È la chiesa della parrocchia di san Giuseppe a Padova, quella chiesa in cui p. Ezechiele è stato battezzato, è cresciuto nella fede, accompagnato dai sacramenti, è stato ordinato sacerdote e, infine, dove è stato celebrato il suo funerale, in una calda e afosa giornata di inizio agosto 1985. Una lapide in marmo all’interno della chiesa, nello spazio riservato al battistero, ricorda questi eventi, come pure un busto in bronzo, sulla parte sinistra della facciata della chiesa parrocchiale, indica che questa è la chiesa di p. Ezechiele Ramin.

La messa è presieduta da mons. Pietro Brazzale, coordinatore generale della rogatoria diocesana della causa di beatificazione di p. Ezechiele. Con lui concelebrano il direttore del centro missionario d. Raffaele Gobbi, il sacerdote della parrocchia d. Lino Minuzzo e i confratelli di p. Ezechiele, p. Tesfaye Tadesse, padre generale, p. Gino Pastore, p. Franco Vialetto, p. Davide De Guidi e p. Gaetano Montresor. Sono presenti i quattro fratelli viventi di p. Ezechiele, Paolo, Antonio, Filippo e Fabiano. La messa è animata da un musicista della parrocchia e da un piccolo coro. Vari sacerdoti diocesani non hanno potuto essere presenti perché essendo sabato, erano impegnati nelle rispettive parrocchie.

Mons. Pietro Brazzale, grande e appassionato conoscitore della vicenda umana, cristiana e missionaria del Servo di Dio, p. Ezechiele Ramin, come regolarmente continua a chiamarlo, ha commentato il testo evangelico della moltiplicazione dei pani, leggendolo alla luce dell’esperienza di fede e del dono di sé di p. Ezechiele, il quale ha messo a disposizione del Signore tutto quello che aveva, quello di cui la natura lo aveva dotato, ed era molto, e ha dato tutto. Mons. Brazzale ha molto insistito sulla carità di p. Ezechiele, facendo riferimento anche alle 36 testimonianze sotto giuramento, ascoltate al momento della rogatoria diocesana. Testimonianze che definisce commoventi. È tempo ora di invocare il Servo di Dio p. Ezechiele come intercessore.

Padre Tesfaye – piacevole sorpresa la sua presenza a questa celebrazione – prende la parola e ringrazia la famiglia e la comunità parrocchiale, che hanno ‘cresciuto’ p. Ezechiele nella fede, nei valori della vita e del Vangelo e lo hanno donato alla Chiesa e al mondo come testimone. Prima della celebrazione della messa p. Tesfaye si era recato sulla tomba di p. Ezechiele, nel cimitero maggiore di Padova, dove, assieme ai fratelli di p. Ezechiele e ad alcuni confratelli comboniani, è sostato in silenzio e in preghiera, per rendere onore a p. Ezechiele e a tutta la sua famiglia. Nella stessa cappella riposano i genitori di p. Ezechiele, Mario e Amabile, il fratello Gaudenzio, morto a 27 anni in un tragico incidente stradale, per il quale lo stesso p. Ezechiele aveva presieduto il funerale pochi mesi prima di partire per il Brasile, e la cognata Gabriella.

P. Tesfaye ha poi chiesto a Dio nuove vocazioni per l’annuncio del Vangelo. Infine, ha informato della grande considerazione con cui il Cardinale Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi accompagna il normale iter di studio e valutazione della documentazione presentata per il riconoscimento delle virtù sante del servo di Dio, p. Ezechiele. Un lungo e spontaneo applauso ha accolto queste parole di p. Tesfaye.

E poco dopo, con voce decisa, tutta l’assemblea ha rivolto al servo di Dio, p. Ezechiele, la preghiera d’intercessione approvata da mons. Bruno Pedron, vescovo emerito di Ji Parana, salesiano, anch’egli originario di Padova. Vari fedeli hanno acquistato il libro delle lettere di padre Ezechiele, Testimone della speranza, e tutti sono rientrati a casa portando con sé l’immaginetta con la preghiera, sussurrando a bassa voce che, in casa loro, l’immagine di padre Ezechiele è ben presente e ispira la preghiera e l’impegno.
p. Gaetano Montresor

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