Martedì 25 marzo 2025
Lo scorso 10 marzo, il Mozambico è stato tragicamente colpito dal ciclone Jude. L’evento distruttivo ha colpito in particolare la provincia di Nampula, nel nord del Mozambico, con venti che hanno soffiato a oltre 140 km/h, causando forti piogge e onde anomale e aumentando il rischio di inondazioni e smottamenti. In alcuni villaggi, il ciclone Jude ha fatto crollare il 70% delle case! Il ciclone si è scagliato anche sulla Parrocchia di Carapira, assistita dai Missionari Comboniani, che oggi ci chiedono un gesto di solidarietà.
Parrocchia di Carapira – Mozambico
Solidarietà alle vittime del ciclone Jude
Carissimi amici e amiche,
un caloroso saluto dal Mozambico, abitato da un popolo mite e accogliente, capace di disegnare un sorriso sui volti di chi lo incontra. Una terra che con il tempo avete mostrato di amare tanto e verso cui siete stati sempre molto generosi e solidali, nei momenti di più profonda sofferenza. Una terra meravigliosa ma allo stesso stremata, vittima di attacchi di terrorismo al Nord, di forti disordini politici al Sud, di enormi disuguaglianze sociali e di un insostenibile tasso di inflazione economica. Una terra vittima soprattutto dei cambiamenti climatici, causati anche dal nostro stile di vita consumista e molto comodo, che produce una grande quantità di inquinamento atmosferico e l’aumento dell’effetto serra, del buco dell’ozono, come ben sapete, affetta i più vulnerabili.
Il 9 e 10 marzo 2025 il potente ciclone Jude, formatosi nel Canale del Mozambico, ha attraversato la provincia di Nampula e Nacala, con più di 10 ore di pioggia forte e intensa e venti rotativi che hanno raggiunto velocità oltre 140 km/h. Il ciclone si è scagliato anche sulla Parrocchia di Carapira, assistita dai Missionari Comboniani dal 1947, dai Laici Missionari Comboniani e da una comunità di suore, sferzando il tetto di molte case, distruggendo interi villaggi, allagando tutti i terreni agricoli, mettendo in ginocchio le 98 comunità cristiane che compongono la Parrocchia. Sono davvero molto numerose le famiglie che sono rimaste senza un riparo asciutto e sicuro dove trascorrere le loro notti, fredde e umide, e rimaste senza alcuna possibilità di mangiare né un pasto al giorno.
Subito dopo il ciclone siamo usciti di casa per visitare la nostra gente e abbiamo constatato che molte case erano state rase al suolo e quasi tutti i loro beni perduti. Anche l'agricoltura, che è per la maggior parte l’unico sostegno, ha subito danni gravi che potrebbero pregiudicare circa il 70-80% della produzione.
La prima notte del ciclone, la Parrocchia ha aperto le porte della Chiesa, per accogliere le famiglie che hanno perduto la casa (il centro parrocchiale di Carapira, già gravemente danneggiato dai recenti cicloni, è ora completamente inagibile e pericoloso). Per quanto riguarda il cibo, abbiamo condiviso con le persone quel poco che avevamo come comunità; ma le risorse finiscono in fretta ed è elevatissimo il numero di persone che arriva a bussare alla nostra porta, desiderose di ricevere un gesto di aiuto. Le autorità locali fanno quello che possono, ma i bisogni sono molto di più di quello che si dispone.
Come Missionari sentiamo vero il grido di Isaia che abbiamo ascoltato durante la Quaresima: “Non voglio sacrifici, ma misericordia”, perché ciò che piace a Dio è dare alloggio a chi non ha casa, dare da mangiare a chi ha fame e ascoltare il grido di chi soffre, (…) così la preghiera sarà esaudita e la luce di Dio risplenderà in noi (Is 58,1-9).
Inoltre, questo anno giubilare “Pellegrini di Speranza”, ci ricorda che passare la Porta Santa, è soprattutto pellegrinare con il cuore per assumere un nuovo stile di vita che dia speranza e dignità a coloro che sono senza voce e sono resi schiavi e impoveriti da tante oppressioni (Lc 4,14-21).
Ringraziamo fin d’ora tutti coloro che potranno fare un gesto concreto di solidarietà per questo popolo amato da Dio, un amore il Suo, che conta su di noi, che siamo le Sue mani tese e il Suo cuore aperto all’accoglienza del nostro prossimo.
Siamo grati della vostra vicina presenza, certi di essere insieme un dono di Dio per l’umanità, in un cammino di fraternità che ci fa divenire “benedizione l’uno per l’altro”.
P. Davide De Guidi, missionario comboniano a Carapira
Parrocchia di Carapira, 15 marzo 2025
Anniversario di San Daniele Comboni
IBAN per fare una donazione in solidarietà con le vittime del ciclone:
BANCA ETICA: IT 30 E 05018 11700 000015122500
Intestazione conto: MISSIONARI COMBONIANI MONDO APERTO ONLUS
Causale: Emergenza ciclone, Comunità di Carapira
Contatto e-mail: info@mondoaperto.it
Per la detrazione fiscale, occorre indicare anche il codice fiscale del donatore che può essere scritto nella causale.