Sabato 4 settembre 2021
I Missionari Comboniani in Brasile hanno assunto la priorità della difesa dei diritti socioambientali e la realizzano da 14 anni in modo strutturale, nella regione di Carajás, tramite le azioni della rete “Justiça nos Trilhos”. Stiamo imparando ogni giorno, insieme alla gente, ad assumere in concreto le sfide e il sogno dell’Ecologia Integrale, in un’Amazzonia sempre più in pericolo. Accompagnateci!

VEDERE

Esperienza comboniana: Piquiá de Baixo. Il sogno di ogni comunità è vivere ben integrata nel suo territorio, in pace, perché le future generazioni abbiano vita piena.

Piquiá era una piccola comunità di agricoltori, migranti, installatisi in una regione amazzonica ricca di acqua, fertile. Provenivano dalle regioni secche del Paese e cercavano nuove opportunità di vita. La cultura del tempo era disboscare e conquistare territori vergini; non sappiamo se sarebbero riusciti ad inserirsi preservando almeno un minimo di quell’ecosistema pulsante: non ebbero il tempo di provarci.

Circa quindici anni dopo di loro, giunse il progetto estrattivo Carajás: la più grande miniera di ferro a cielo aperto al mondo, scoperta nel cuore dell’Amazzonia, a 300 Km da Piquiá. Tutta un’infrastruttura per esportare il minerale e una primissima lavorazione fatta in Brasile. La parte sporca del lavoro doveva restare da questo lato dell’Oceano, mentre le risorse venivano esportate in Cina, Giappone, Stati Uniti e Europa. A Piquiá, attorno alle case dei contadini, furono installati 5 impianti siderurgici, senza il minimo rispetto dei diritti sociali e ambientali. Le conseguenze si fecero sentire in fretta: allergie, mal di testa, febbre costante, malattie polmonari, ustioni, morti. La convivenza con la polvere e lo smog divenne abituale. La gente doveva sopportare, perché, in cambio, quelle industrie “portavano dinamismo economico alla città”.

Questo tipo di economia di enclave, concentrata su di un’unica produzione e rivolta all’esportazione, sacrifica i poveri, espone tutta la regione alle frequenti crisi di instabilità dei mercati internazionali, soffoca la diversificazione economica e pregiudica l’ambiente e il futuro. La sproporzione di forze con il grande capitale multinazionale divideva la comunità, indignata ma impotente. Alcuni vennero a chiedere aiuto alla Chiesa. Ci provocarono a comprendere che la nostra missione di servizio religioso, del culto o dell’organizzazione pastorale ordinaria deve collegarsi a questa realtà, articolarsi e mettersi in gioco per proteggere e promuovere la vita, portare all’incontro con il Risorto nella concretezza delle situazioni drammatiche in cui vive la gente. Accettammo la sfida e stiamo imparando insieme a viverla.

Abbiamo cercato la collaborazione di persone e istituzioni competenti. In rete, sono nate molte iniziative: manifestazioni di protesta, sit-in, udienze pubbliche, visibilità del caso a livello nazionale e internazionale, scambi con altre comunità, denunce formali e processi di indennizzo, ricerche di biologi, medici, fondazioni internazionali di difesa dei diritti umani, partecipazione a sessioni del Consiglio di Diritti Umani dell’ONU e della Commissione Interamericana dei Diritti Umani, visita in loco e reports di relatori speciali dell’ONU.

La Chiesa ha organizzato una grande “Romaria”, una celebrazione con persone di tutta la regione e 10 vescovi, in preghiera, solidarietà e denuncia.

Sono arrivate i primi indennizzi, anche se la giustizia è molto lenta. Nel 2012, la compagnia multinazionale Vale è stata riconosciuta come peggior impresa del mondo, a causa di questo e di molti altri conflitti. Tutti gli anni, partecipiamo come azionisti critici alla sua Assemblea Generale, denunciando tante violazioni ai diritti umani e ambientali. Abbiamo lanciato anche una campagna perché le organizzazioni religiose ritirino i loro investimenti dall’estrazione mineraria.

Da anni, è in corso un progetto per spostare tutto il villaggio in una zona non inquinata. Siamo al 30% della sua costruzione.

Le imprese e il governo ancora lavorano nei bassifondi per dividere e indebolire la comunità. Abbiamo vissuto vari conflitti e ancora sentiamo forti limiti e fragilità, però siamo maturati lungo questo cammino e alcuni leaders sono forti e determinati.

I Missionari Comboniani in Brasile hanno assunto la priorità della difesa dei diritti socioambientali e la realizzano da 14 anni in modo strutturale, nella regione di Carajás, tramite le azioni della rete “Justiça nos Trilhos”.

Stiamo imparando ogni giorno, insieme alla gente, ad assumere in concreto le sfide e il sogno dell’Ecologia Integrale, in un’Amazzonia sempre più in pericolo. Accompagnateci!

DISCERNERE

Spunti per una riflessione biblico-ecologica dalle letture di domenica 5 settembre

OIKONOME: UNA GIUSTA CASA PER TUTTE LE PERSONE

Proverbi 22:1-2, 8-9, 22-23; Salmo 125, 1-5; Giacomo 2, 1-10, 14-17; Marco 7, 24-37

Oikos, la parola greca per "casa", è la radice della parola "economia" che, a livello globale, riguarda il mantenimento della casa planetaria. Fino a che punto la moderna comprensione dell'importanza dell'economia si è allontanata dal significato fondamentale di creare una casa sicura e giusta per tutti?

Proverbi 22 e Giacomo 2 chiariscono che Dio difenderà la causa degli oppressi e che la povertà e l'ingiustizia sono profondamente legate al nostro comportamento e al sistema economico. In un mondo di ingiustizia climatica, dove l'uso negligente dei combustibili fossili porta all'insicurezza, al disastro e alla sofferenza per i poveri e gli emarginati del mondo, qual è la "buona notizia" (il Vangelo)?

Ci possono essere buone notizie senza affrontare tale ingiustizia? Giacomo 2,6 “non sono forse i ricchi quelli che vi trattano con prepotenza e vi trascinano davanti ai tribunali?" Questo brano è rivolto solo ai 'super ricchi' o anche ai tanti cristiani che vivono una vita comoda, comportandosi come se loro (noi?) ignorassero i legami tra quel benessere – costruito su pratiche economiche sfruttatrici e insostenibili – e la sofferenza dei poveri?

In Marco 7,28-29, Gesù loda la siro-fenicia (una donna e una gentile) per aver litigato con lui e guarisce sua figlia! Ci sono questioni di ingiustizia, dove Dio sembra silenzioso, che ci spingono a lottare con Dio nella preghiera?

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