Lunedì 18 maggio 2015
P. Tesfaye Tadesse, assistente generale, ha visitato la provincia comboniana del Sud Sudan dal 17 aprile al 2 maggio e ha predicato gli esercizi spirituali ai confratelli che lavorano in quel paese. “Lo abbiamo invitato per vari impegni provinciali e per inaugurare la nostra nuova comunità che servirà per la formazione dei pre-postulanti e per l’accoglienza dei confratelli anziani autosufficienti. Il suo primo impegno è stato il ritiro provinciale con la partecipazione di una ventina di confratelli e due suore comboniane sul tema: ‘I discepoli gioirono nel vedere il Signore’ (Gv 20,20)”, scrive P. Daniele Moschetti, superiore provinciale del Sud Sudan.

La visita di P. Tesfaye Tadesse è stata un bel momento di condivisione, riflessione e ricarica per molti di noi, in questa situazione del Sud Sudan, tempo di passione e di morte che viviamo nel paese.

Durante il ritiro due giovani confratelli hanno rinnovato i voti temporanei: Fr. Ayih Teko Fafa Pierre e Fr. Patrick Lumami Mwanza, tutte e due appartenenti alla provincia del Sud Sudan e già prossimi ai voti perpetui. Un momento di gioia per loro e per tutta la provincia che esprime in questo evento la vitalità della sua presenza in questo paese martoriato da tanta sofferenza, segno tangibile per riaffermare che bisogna sperare contro ogni speranza.

Subito dopo il ritiro, con P. Moschetti, abbiamo visitato la missione di Leer e la nostra comunità comboniana che l’anno scorso era stata evacuata e aveva vissuto tre settimane nella foresta e nelle paludi del Unity State perdendo i contatti con i confratelli di Juba.

È stato un momento di festa e di solidarietà con la gente che vive una situazione difficile da un anno e mezzo. P. Tesfaye ha portato il messaggio di speranza, coraggio e saluti fraterni del Superiore Generale P. Enrique Sánchez G.

Qualche giorno dopo la partenza di P. Tesfaye e del superiore provinciale, la comunità comboniana di Leer, insieme con tutti i volontari internazionali di Médecins Sans Frontières (MSF) e Red Cross International (ICRC) sono stati evacuati per un’imminente azione militare dell’esercito SPLA governativo contro i ribelli che gestiscono Unity State dall’inizio della guerra del dicembre 2013.

Un momento triste e doloroso che riporta indietro nel tempo, con le sofferenze e i morti dell’anno scorso, e che riapre ferite mai veramente chiuse in tutti questi anni. È ancora tempo di passione e di preghiera.

P. Tesfaye, invitato dalla Religious Superiors Association of South Sudan (RSASS), ha potuto partecipare a tre giorni di formazione permanente sulla vita consacrata e all’assemblea generale di oltre 60 religiosi appartenenti a circa 30 congregazioni presenti in Sud Sudan. In questa occasione, ha offerto mezza giornata di formazione e riflessione sul tema: “Vita religiosa in Africa”, che è stata molto apprezzata, riflettuta e discussa.

La visita di P. Tesfaye si è conclusa il 2 maggio 2015 con l’inaugurazione della nuova casa di formazione e comunità formativa di Moroyok, alla periferia di Juba, dove è stata costruita una casa che sarà adibita a pre-postulato per i giovani candidati del Sud Sudan. La struttura servirà anche per gli anziani autosufficienti che potranno vivere assieme ad una comunità giovane l’esperienza di donare ancora, per quanto possibile, le loro energie per la missione in questo contesto. La giornata è stata benedetta da un’eucarestia presieduta dal nostro confratello arcivescovo, Mons. Paulino Lukudu Loro, della diocesi di Juba, con la presenza di una trentina di preti diocesani e religiosi e circa 300 persone che hanno voluto prendere parte a questo momento di gioia per la provincia del Sud Sudan.

Subito dopo la funzione, P. Tesfaye è ripartito per Addis Abeba per poi proseguire per Lusaka (Zambia), per l’incontro dei provinciali e delegati dell’APDESAM in preparazione al Capitolo Generale 2015. È stata una visita gradita e indispensabile in questo momento particolare della nostra provincia del Sud Sudan e sicuramente porterà frutti. P. Tesfaye ha potuto dialogare con diversi confratelli e altri religiosi presenti nel paese e avere un’idea ancora più chiara e approfondita della situazione del paese, della Chiesa e dei comboniani in Sud Sudan.


P. Fernando González Galarza, comboniano messicano, della comunità di Leer prima dell'evacuazione.