Cambiamento climatico: 13mila giovani di 18 Paesi in azione per il clima

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Sabato 23 luglio 2022
Oltre 13mila bambine, bambini, adolescenti e giovani di 18 Paesi sono stati coinvolti in una delle più grandi consultazioni a livello mondiale sul cambiamento climatico, per chiedere un intervento rapido e immediato che faccia fronte alla crisi in atto in un anno travolto da siccità senza precedenti, feroci ondate di calore e inondazioni devastanti. [Credit Save the Children]

Le consultazioni, rese possibili da Save the Children, sono iniziate, anche in Italia, a maggio e proseguiranno per tutto luglio attraverso incontri in presenza o su Zoom e questionari online, con domande a bambine, bambini, adolescenti e giovani sul cambiamento climatico e le disuguaglianze, e sulla loro opinione rispetto a cosa dovrebbero fare gli adulti per affrontarle efficacemente.

Oltre 3.500 partecipanti in Egitto, 3.000 nel Regno Unito, 3.000 in Indonesia, 1.200 in Nepal, 1.100 in Norvegia, 500 in Malawi e centinaia anche in Italia hanno già fatto sentire la loro voce nelle consultazioni, insieme ad altre centinaia in Libano, Kenya, Sud Africa e altri Paesi.

Una volta completata, decine di migliaia giovani, in più di 30 Paesi, avranno condiviso le loro opinioni e dato vita ad una delle più grandi consultazioni nel suo genere, per numero di bambini coinvolti e Paesi coperti. I risultati saranno condivisi in un rapporto globale che sarà pubblicato il prossimo ottobre.

Con il Corno d’Africa che sta affrontando la peggiore siccità di sempre, la Gran Bretagna e parti d’Europa che stanno registrando questo mese i giorni più caldi della loro storia, gli incendi che stanno devastando Francia, Portogallo, Spagna e Grecia e le inondazioni in alcune aree dell’Asia meridionale e dell’Australia, le raccomandazioni dei bambini in questo momento non potrebbero essere più urgenti.

I minori colpiti da disuguaglianze e discriminazioni, come quelli delle famiglie a basso reddito o delle comunità di rifugiati, sono quelli più colpiti dalla crisi climatica sottolinea Save the Children. È molto probabile che non abbiano accesso a un’assistenza sanitaria di qualità, vivano in condizioni di salute precarie o siano malnutriti e che le loro famiglie non abbiano la possibilità di affrontare i danni causati ai loro mezzi di sussistenza e alle proprie abitazioni.

“I giovani di tutto il mondo si stanno già mobilitando attraverso campagne per combattere il cambiamento climatico e le disuguaglianze. Il nostro compito è sostenerli, dare loro spazio, amplificare il loro messaggio, ascoltarli e agire. Siamo entusiasti che la voce dei giovani sta emergendo attraverso queste consultazioni e ci impegniamo ad amplificarla ovunque e in ogni modo possibile”, ha dichiarato Angelique Orr, direttrice delle campagne di Save the Children.
[A.R. – SIR + Facebook: Save the Children]