Venerdì 22 luglio 2022
Sono “desaparecidos”, ovvero vittime di sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali, rapimenti o reclutamenti illegali, le 18 persone i cui resti sono stati recuperati ieri in Colombia, presso il cimitero di El Copey, nel dipartimento di Cesar. [L’Osservatore Romano]

Le spoglie, classificate per ora come N.N., risalgono agli anni che vanno dal 1996 al 2002 e sono state recuperate grazie a un’operazione umanitaria realizzata dall’Unità di ricerca per persone date come scomparse (Ubpd), assistita dai magistrati della Giurisdizione speciale per la pace (Jep), un organismo creato nel 2016, dopo la firma degli accordi tra l’allora governo di Juan Manuel Santos e le Forze armate rivoluzionare (Farc).

Come riferisce l’emittente radiofonica Rcn di Bogotá, nei mesi scorsi si sono svolte alcune attività di scavo all’interno di un’area di cento metri quadrati. Le indagini hanno permesso di localizzare diverse tombe prive di indicazioni di identità, all’interno delle quali sono stati rinvenuti alcuni corpi. Le ispezioni preliminari, nonché il rilevamento di ferite hanno avvalorato l’ipotesi che si trattasse di vittime del conflitto che per decenni ha insanguinato la Colombia.

Una volta recuperate, le spoglie delle 18 vittime sono state consegnate all’Istituto nazionale di medicina legale e scienze forensi di Barranquilla, affinché si possa procedere alla loro identificazione, grazie a campioni di Dna prelevati da familiari che hanno denunciato la scomparsa dei loro congiunti nel periodo corrispondente a quello datato come possibile per le vittime.

Da ricordare che El Copey rientra nel Piano di ricerca regionale El Copey-Bosconia. In quest’area, che comprende circa 13 comuni, l’Ubpd stima che si possano ritrovare circa 1.100 corpi di “desaparecidos”.

[L’Osservatore Romano]