Giovedì 7 luglio 2022
«L'urgenza della fame non si può paragonare a quella degli altri bisogni». Inizia così uno dei Racconti Romani di Alberto Moravia, pubblicati nel 1954 ma ancora oggi tragicamente attuali. Tra il 2020 e il 2022 infatti, denuncia Save the Children, il numero di persone che soffrono la fame ogni giorno, nel mondo, è raddoppiato, passando da 135 milioni a 276 milioni. [
L’Osservatore Romano]

All’origine della carestia ci sono i cambiamenti climatici con la siccità che colpisce in particolare il Corno d’Africa dove, dopo quattro stagioni consecutive di mancate piogge, 18,4 milioni di persone si trovano ad affrontare un’acuta insicurezza alimentare, ma anche i conflitti e la pandemia da covid-19. La guerra in Ucraina, inoltre, ha fatto schizzare alle stelle i prezzi di beni essenziali come il grano.

«La peggiore crisi alimentare globale degli ultimi decenni sta mettendo a rischio la vita di milioni di bambini — afferma Gabriella Waaijman, direttore umanitario dell’ong — e ha portato 750.000 persone verso la carestia. Altri 49 milioni di persone potrebbero presto seguirli se non riceveranno un sostegno immediato». Per questo, Save the children ha stanziato 28,5 milioni di dollari per 19 Paesi del mondo provati dall’emergenza fame. L’obiettivo è duplice: «fornire servizi salvavita urgenti alle comunità più a rischio» e «fermare la possibilità che questo killer mortale ritorni in futuro», costruendo «soluzioni a lungo termine».

Dal Kenya, inoltre, arriva la testimonianza di Mthulisi Dube, nutrizionista per Save the Children: «La situazione è così grave che, dopo la morte per stenti degli animali, la gente è costretta a mangiarne la carne putrida per nutrirsi — racconta —. I bambini bevono dai pozzi in secca, si ammalano di dissenteria e ciò aggrava la loro disidratazione. È un circolo vizioso». «Nessun essere umano dovrebbe trovarsi in questa posizione — conclude Dube — Bisogna agire subito per impedire che la situazione peggiori ulteriormente».

[L’Osservatore Romano]