Nuova ondata di violenze di matrice jihadista in Mozambico. In fuga migliaia di profughi

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Sabato 18 giugno 2022
Centinaia di bambini e donne, tra cui almeno 125 incinte: ci sono anche loro tra le oltre 17.000 persone sfollate in Mozambico, a causa di una nuova ondata di attacchi jihaidisti perpetrati nella provincia di Cabo Delgado, a nord del Paese africano. I dati arrivano dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e fanno riferimento a raid avvenuti circa una settimana fa. [L’Osservatore Romano]

Nel dettaglio, l’Oim sottolinea che le violenze commesse da gruppi armati «hanno provocato lo spostamento di 17.691 persone, di cui circa 671 con vulnerabilità». I movimenti hanno coinvolto diversi centri, tra cui Ancuabe, Chiure, Metuge e Pemba.

Obiettivo di attacchi di matrice jihadista iniziati nel 2017 e che hanno provocato, ad oggi, 4.000 morti e 80.000 sfollati, il Mozambico è al cento di una strategia nazionale dell’Oim per il periodo 2021-2023, basata su tre pilastri: collegamento tra le politiche migratorie e di sviluppo, con creazione di partenariati interni e internazionali per raggiungere una migrazione sicura; sostegno alle comunità locali, affinché diventino resilienti di fronte alle cause scatenanti della migrazione, come i cambiamenti climatici e l’insicurezza. Infine, il terzo pilastro riguarda la capacità delle autorità mozambicane di rispondere rapidamente ai bisogni più immediati della popolazione. Per incentivare questo punto, l’Oim mira a garantire l’assistenza umanitaria soprattutto a donne e bambini. «La migrazione non è un problema da risolvere — conclude l’organizzazione —, ma una realtà umana che, se ben gestita, porterà benefici ai Paesi di origine, transito e destinazione, nonché ai migranti e all’intera società».
[L’Osservatore Romano]