Sabato 18 giugno 2022
In un messaggio a reti radio-televisive unificate, il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, ha dichiarato lo stato di emergenza in tre province — Cotopaxi, Imbabura e Pichincha, di cui fa parte la capitale, Quito, — dopo le violenze che si sono verificate durante le proteste antigovernative degli indigeni. [L’Osservatore Romano]

Da giorni, la Confederazione delle nazionalità indigene ecuadoriane (Conaie) ha avviato una serie di proteste «a tempo indeterminato» basate su una piattaforma di rivendicazioni in dieci punti, tra cui sussidi per il carburante, una moratoria sul debito estero e la non privatizzazione di settori strategici. Il presidente della Conaie, Leonidas Iza, ha confermato il mantenimento della mobilitazione nazionale a tempo indeterminato, invitando le organizzazioni territoriali «a prepararsi per portare la protesta» a Quito.
[L’Osservatore Romano]