Domenica 12 giugno 2022
Più di quattro milioni di kenyani sono alle prese con alti livelli di insicurezza alimentare. Lo hanno indicato nuovi dati diffusi dall’Onu e citati dalla Bbc. Nel Paese dell’Africa orientale, 23 contee sono particolarmente soggette alla siccità, che favorisce la diffusione di malattie e, quindi, fa aumentare la vulnerabilità alla malnutrizione. [L’Osservatore Romano]

Sono quasi un milione i bambini di età inferiore ai cinque anni gravemente malnutriti e l’intero nord del Kenya, con gran parte delle aree nord-orientali, fa fronte a un’insicurezza alimentare a livelli di crisi o di emergenza. Le piogge da marzo a maggio sono state poche, irregolari e scarsamente distribuite in gran parte delle regioni in difficoltà, e questo ha drasticamente influito sulla produzione del cibo.

Il Kenya ha un clima complesso che varia tra regioni e di stagione in stagione. Questa variabilità è influenzata anche da fenomeni naturali come El Niño. Le temperature medie annuali sono aumentate, mentre le piogge sono sempre più scarse. Particolarmente preoccupanti sono le inondazioni. Altri rischi legati al clima sono l’innalzamento del livello dei laghi nella Rift Valley, che porta all’allagamento di interi terreni, soprattutto nella zona del lago Baringo.

A parte la prolungata siccità, la crisi è stata aggravata dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari per l’impennata del costo del carburante conseguente alla guerra in Ucraina. Alcune delle contee colpite registrano inoltre violenze armate per accaparrarsi i pochi generi alimentari rimasto a disposizione. Proprio per tutti questi fattori, il presidente del Kenya ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale l’8 settembre del 2021.

Gran parte dell’Africa orientale ha subito una grave siccità per gran parte di quest’anno, aggravando l’insicurezza alimentare per Paesi che ancora risentono dei contraccolpi della pandemia di covid-19. All’inizio di questa settimana, l’Onu ha avvertito che più di mezzo milione di persone nella regione di Karamoja, a nord-est dell’Uganda, sono ad alto rischio di fame, mentre in Somalia più di 200.000 persone sono sull'orlo della carestia, sempre a causa della siccità.

[L’Osservatore Romano]