Conflitti, pandemia e crisi climatica amplificano le disuguaglianze

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Sabato 14 maggio 2022
I conflitti, i cambiamenti climatici e la pandemia di covid-19 stanno infliggendo un triplo colpo ai diritti e alla sicurezza di donne e ragazze rifugiate, sfollate interne e apolidi, molte delle quali si trovavano già ad affrontare disuguaglianze e discriminazioni profondamente radicate. Lo ha evidenziato un recente rapporto dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. [
L'Osservatore Romano]

A oltre due anni dall’inizio della pandemia, sono in aumento le denunce di violenza di genere, dalla violenza domestica ai matrimoni forzati, dal lavoro minorile alla tratta e allo sfruttamento. In alcuni contesti in cui le famiglie sono colpite da conflitti, disastri, insicurezza e povertà crescente, le ragazze vengono portate via dalla scuola per lavorare, mendicare, sposarsi e, nei casi più estremi, per essere vendute.

Il peggioramento delle condizioni socio-economiche aggravato dalla pandemia colpisce maggiormente le donne e le ragazze costrette a fuggire. Milioni di loro dipendono dal lavoro precario nell’economia informale, guadagnando meno e spendendo di più per sostenere le loro famiglie. Sono quindi a maggior rischio di povertà e sfruttamento.

La disuguaglianza di genere è sia una causa che una conseguenza delle migrazioni forzate. «Sappiamo dalle nostre interazioni quotidiane con le persone costrette a fuggire che le donne e le ragazze che vivono in contesti di crisi umanitaria e di conflitto armato sono ad alto rischio», evidenzia il documento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

«Temiamo che le disuguaglianze di genere esistenti possano solo aggravarsi a causa dell’impatto del cambiamento climatico, dalle disuguaglianze nell’accesso alle risorse naturali, ai diritti legali, alle opportunità di sostentamento, alle reti di sicurezza formali, alle tecnologie e informazioni, e altro ancora», ha dichiarato Gillian Triggs, assistente per la Protezione dell’Unhcr.

Proprio per questo, ha aggiunto, «esortiamo i governi, la società civile e ognuno di noi e le nostre comunità ad affrontare la disuguaglianza di genere in tutte le sue forme e a sostenere e promuovere la leadership, l’inclusione e la piena partecipazione delle donne e delle ragazze costrette a fuggire».

Nella nota, l’Unhcr ha confermato l’impegno a sostenere le risposte locali guidate dalle donne in prima linea e a rafforzare la collaborazione con le organizzazioni guidate da donne, specialmente se rifugiate, apolidi e sfollate interne.

Occorrono, quindi, sforzi concertati per lavorare in collaborazione con le donne e le ragazze costrette a fuggire, le loro comunità e tutte le parti interessate per trasformare i sistemi e le norme sociali dannose che perpetuano la disuguaglianza di genere e la discriminazione. In caso contrario, rischiano di essere lasciate indietro.

Per sostenere ulteriormente le risposte guidate dalle donne, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha conferito sette premi “Innovazione Ong 2022” a organizzazioni guidate da donne e ragazze in Malaysia, Perù, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Francia e Iraq. I premiati di quest’anno stanno tutti lavorando per promuovere l’uguaglianza di genere e la leadership di donne e ragazze costrette a fuggire dai conflitti.
[L'Osservatore Romano]