Sabato 30 aprile 2022
Erano un centinaio i migranti che sono stati dispersi nelle ultime ore dalle autorità messicane. Si trattava della quarta carovana formatasi dall’inizio dell’anno nel comune di Tapachula, al confine con il Guatemala. Il gruppo è stato sciolto dai componenti dell’Istituto nazionale per le migrazioni (Inm), insieme alla Guardia nazionale messicana, in assetto antisommossa.

Ai migranti, l’Inm ha chiesto di fermarsi per ricevere cure, mentre le autorità federali hanno proposto di portare donne e bambini nel comune di Huixtla, in Chiapas, per avviare le richieste del visto per motivi umanitari. Da ricordare che nel 2021 il Messico ha rimpatriato più di 114.000 stranieri.

Il fenomeno delle carovane dei migranti nelle Americhe è esploso nel 2018: il 12 ottobre di quell’anno, circa mille persone sono partite a piedi da un terminal degli autobus in Honduras, intenzionate a raggiungere gli Stati Uniti, attraversando Guatemala e Messico. All’origine del fenomeno, le difficoltà economiche dei Paesi di provenienza dei migranti, spesso piegati da povertà, calamità naturali e, in tempi recenti, dalla pandemia.

In Europa, intanto, per fermare le migrazioni illegali, l’Ue ha proposto un pacchetto di iniziative. Nel dettaglio, si tratta di tre pilastri d’intervento: un quadro legislativo rafforzato, con la revisione della direttiva sul permesso unico e sui soggiornanti di lungo periodo; la cooperazione con Paesi terzi per attrarre talenti e, infine, una politica lungimirante in materia di migrazione legale.
[L’Osservatore Romano]