Prega, digiuna e… scendi in piazza per costruire la cultura della pace

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Lunedì 28 febbraio 2022
Ero all’udienza generale mercoledì 23 febbraio e non posso dimenticare il tono della voce di Papa Francesco, il silenzio “assordante” di chi era presente nell’aula Paolo VI quando ha detto pensando alla situazione ucraina “Ho un grande dolore nel cuore per il peggioramento della situazione in Ucraina”. Il dolore di Francesco, si vedeva, si sentiva, si toccava con mano. [Foto: manifestazione per la pace lo scorso 26 febbraio a Roma]

Due giorni dopo, il 25 febbraio, quando ci siamo svegliati e abbiamo sfogliato i siti internet per leggere le prime notizie, quello che tutti temevamo, quello che era annunciato da tempo stava succedendo: l’invasione da parte dell’esercito russo del territorio ucraino. E la parola guerra si è materializzata, si è fatta vicina ad ognuno e ognuna di noi, si è fatta nostra “compagna di viaggio”.

E’ molto diverso sentir parlare di guerre che si svolgono lontano da noi, vedere i video di bombe che esplodono in altri continenti. Certo al momento si rimane colpiti, al momento ci si chiede il perché ma poi, con l’andare del tempo ci si dimentica. In questi giorni mi chiedo se ci dimenticheremo anche di questa guerra, se la dimenticheremo come tutte le altre. Non so’ dare adesso una risposta; forse no non la dimenticheremo perché in qualche modo dovremo pagarne le conseguenze, perché le sue conseguenze rischiano di colpire il nostro stile di vita.

Manifestazione per la pace il 26 febbraio 2022 a Roma.

Che cosa fare?

Francesco ci invita alla preghiera e al gesto del digiuno per “rispondere all’insensatezza diabolica della violenza” (mentre le scrivo mi rendo conto della forza che hanno queste parole pronunciate dal Papa) e il prossimo mercoledì saremo in tanti, credenti e non, a digiunare e pregare. Sabato 26 febbraio ho partecipato alla manifestazione organizzata a Roma, in Piazza Santi Apostoli dalla Rete Italiana Disarmo e da tante altre associazioni, sindacati e gruppi della società civile. Eravamo in migliaia in Piazza Santi apostoli, troppo piccola per contenerci tutti a dire il nostro no alla logica della guerra.

Pregare, digiunare e metterci la faccia, i piedi, le mani, riempire le piazze e dire gridare il nostro no alla guerra, a qualunque guerra e ad ogni forma di violenza. Più volte oggi, guardando le altre persone che con me erano scese in piazza pensavo al coraggio dei russi che hanno detto no alla logica della guerra e sono scesi in piazza a manifestare il loro dissenso. Molti di loro, in questo momento, stanno pagando questo gesto di disobbedienza civile e di libertà con la prigione. A noi non costa niente scendere in piazza, far sapere da che parte stiamo per altri significa perdere la libertà.

E allora se vogliamo davvero essere uomini e donne che costruiscono una cultura di pace digiuno (azioni di resistenza nonviolenta), scendere in piazza (perché la pace si costruisce giorno dopo giorno tutte e tutti insieme) e preghiera al Dio della pace perché “Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini.” (Ef. 2, 14-17).

Manifestazione per la pace il 26 febbraio 2022 a Roma.

Fr. Antonio Soffientini, mccj