Le temperature raggiungono valori record. Oceani sempre più caldi

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Mercoledì 26 gennaio 2022
Nuovo allarme sul fronte del cambiamento climatico. Nel 2021 le temperature degli oceani hanno infatti segnato un nuovo record, raggiungendo i valori più caldi mai misurati per il sesto anno consecutivo, con il Mediterraneo si conferma come il mare che si scalda più velocemente. Lo conferma uno studio internazionale... [L’Osservatore Romano]

Nuovo allarme sul fronte del cambiamento climatico. Nel 2021 le temperature degli oceani hanno infatti segnato un nuovo record, raggiungendo i valori più caldi mai misurati per il sesto anno consecutivo, con il Mediterraneo si conferma come il mare che si scalda più velocemente. Lo conferma uno studio internazionale, secondo cui «la variazione del contenuto termico degli oceani nel 2021 è equivalente all’energia che si otterrebbe facendo esplodere 7 bombe atomiche ogni secondo per tutta la durata dell’anno».

I ricercatori avvertono che il nuovo record è stato toccato nonostante lo scorso anno si sia manifestato il fenomeno conosciuto come La Niña (che porta temperature fredde sugli oceani), che ha contribuito a limitare il riscaldamento nel Pacifico. Gli oceani, spiegano i ricercatori, «assorbono poco meno di un terzo della anidride carbonica emessa dall’uomo ma il riscaldamento delle acque riduce l’efficienza di questo processo, lasciandone una percentuale maggiore in atmosfera».

Monitorare le variazioni di temperatura e di anidride carbonica serve «per giungere a un piano di mitigazione per limitare gli effetti del cambiamento climatico», sottolineano gli esperti. «In conseguenza del riscaldamento delle acque degli oceani — proseguono — sta aumentando il volume e quindi il livello del mare con ripercussioni drammatiche ad esempio per gli atolli del Pacifico e le isole Maldive ma anche per le nostre aree costiere». Oceani sempre più caldi creano le condizioni per tempeste e uragani sempre più violenti e numerosi, abbinati a periodi di caldo esasperato in zone sempre più estese, oltre al fatto che l'acqua più calda è meno ricca in ossigeno e influisce sulla catena alimentare, così come acqua con acidità più elevata ha effetti anche pesanti sulle forme viventi.

I ricercatori si sono detti «sconcertati e sconfortati» dai dati emersi durante l’ultima campagna di rilevamento, a metà dicembre 2021, nel mar Tirreno, dove «ha iniziato a scaldarsi in modo evidente anche una zona più profonda rispetto al passato». Questa acqua calda, hanno aggiunto , «ha iniziato ad “invadere” il Tirreno da sud, partendo dalle isole Egadi e la costa nord-ovest della Sicilia, e ha proseguito verso nord, interessando una zona di mare sempre più ampia e a profondità crescenti».
[L’Osservatore Romano]