La crisi umanitaria a Cabo Delgado preoccupa i vescovi mozambicani

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Mercoledì 17 novembre 2021
L’assistenza ai 730mila sfollati, la ricostruzione di infrastrutture e servizi di base alla popolazione sono tra le principali sfide indicate dai vescovi mozambicani. Che chiedono anche al governo politiche rivolte ai giovani, in grado di “dare loro opportunità di realizzare i loro sogni di vita”. (Credit: CEM/Facebook. Testo:
Nigrizia)

L’intervento della conferenza episcopale
Mozambico: la crisi umanitaria a Cabo Delgado preoccupa i vescovi

La Conferenza episcopale del Mozambico, riunita a Marracuene, alla periferia di Maputo, la settimana scorsa, avverte che ci sono diverse situazioni che preoccupano i vescovi nel paese, tra cui la questione umanitaria nella provincia settentrionale di Cabo Delgado e nel centro del paese, realtà ampiamente discusse nei media e nelle reti sociali, ma non sempre in modo obiettivo ed etico.

Il portavoce della Conferenza episcopale del Mozambico, Carlos Nunes, evidenzia che si sono notati alcuni aspetti positivi, come il controllo della situazione politico-militare nel nord, con il rallentamento dell’ondata di attacchi armati contro i civili, iniziata quattro anni fa e che ha avuto il suo apice nel marzo scorso con la conquista della città strategica di Palma, centro di un mega-progetto per l’estrazione di gas naturale.

“La presenza di forze straniere, rwandesi e della Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc) – scrivono i vescovi -, fa sperare in un miglioramento della situazione della sicurezza. In effetti, ci sono rapporti di progressi nel recupero dello spazio che era nelle mani degli insorti, il che contribuisce alla sicurezza relativa. Alcune persone stanno tornando ai loro villaggi. Rinnoviamo la nostra solidarietà alla moltitudine di persone che rimangono ancora nei campi di reinsediamento”.

“Una delle grandi sfide del momento attuale – proseguono – rimane l’assistenza umanitaria alle vittime della violenza e alle popolazioni sfollate. Ci sono molte persone che hanno fame, sete, quindi senza le risorse minime per la sopravvivenza. Un’altra priorità è l’urgente necessità di organizzare e investire nella ricostruzione di infrastrutture e alloggi decenti per le popolazioni che ritornano nei loro villaggi”.

730mila persone, circa la metà della popolazione dell’intera provincia, sono sfollate dalle proprie terre a Cabo Delgado (dati Ocha riferiti ad agosto) e dovrebbero dipendere da assistenza umanitaria fino alla metà del prossimo anno. Tra principali sfide anche quella della ristrutturazione del sistema sanitario e delle scuole.

Oltre che della situazione umanitaria a Cabo Delgado, la Conferenza episcopale del Mozambico ha discusso anche della precaria situazione dei giovani. “… continuiamo a mettere al centro delle nostre riflessioni la situazione dei giovani, il loro presente e il loro futuro. È di capitale importanza essere consapevoli che, in effetti, i giovani costituiscono una gran parte dei fedeli della nostra Chiesa e della popolazione mozambicana. E come ha giustamente sottolineato papa Francesco, la gioventù non è solo il futuro ma il presente del Mozambico che ci sfida. Ciò che è necessario, quindi, è una riflessione globale e integrale sulla necessità di un progetto di tutta la Famiglia mozambicana sulla gioventù, un progetto capace di rispondere alle loro legittime preoccupazioni e aspirazioni, e di dare loro opportunità di realizzare i loro sogni di vita”.
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