Il Duomo di Milano apre le sue porte a 200 giovani e 14 vescovi: alla ricerca di un futuro solidale

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Lunedì 15 novembre 2021
Margherita, Marta e Giosuè, giovani del GIM, hanno partecipato a questo incontro. Affettività, lavoro e vocazione, ecologia, riti, intercultura: sono questi i temi affrontati in occasione dello scorso 6 novembre, una giornata interamente dedicata all’incontro tra giovani e vescovi.

Un evento pensato dalla Diocesi di Milano in ottica sinodale, un evento dedicato all’incontro tra la Chiesa e alcuni rappresentanti di diverse realtà territoriali. Un’occasione, un’opportunità per confrontarsi rispetto a temi attuali, il sogno di costruire il futuro insieme, nel rispetto del prossimo e di valori come la solidarietà, la salvaguardia dell’ambiente e il riconoscimento della dignità di ogni uomo.

Diversi gli spunti raccolti, idee innovative e portate direttamente da chi vive la Chiesa nei propri oratori, nelle associazioni e nei luoghi vicini a casa. Un incontro utile non solo per una comunità che vuole crescere e scegliere, insieme, la propria direzione, ma anche per tutti i partecipanti che, coinvolti nel dibattito mediato da alcuni punti di riferimento, hanno potuto sentirsi accolti nel Duomo di Milano, una casa diventata luogo di confronto. Sentirsi come non solo spettatori, oggi, è essenziale: partecipare attivamente nella definizione di ciò che la Chiesa sceglie, è il sogno di una comunità attenta e presente. Guidati e ispirati dalle parole di Papa Francesco, l’Arcivescovo Mario Delpini e 14 vescovi delle Diocesi, con le loro domande e la loro attenzione, sono stati ascoltatori attenti e mediatori essenziali.

L’esigenza maggiore, quella della ricerca di una Chiesa solidale, rispettosa dell’ambiente e del prossimo, attenta e pronta a curare le ferite di un mondo a volte troppo indifferente. Diverse le sfaccettature delle questioni affrontate: politica, società ed economia si intrecciano continuamente e siamo noi che, attraverso l’informazione critica e l’attenzione verso ciò che ci circonda, abbiamo il compito di essere vigili e agire con cura.

Personalmente ho potuto sedere ad uno dei tavoli dedicati all’ecologia. Il cambiamento climatico è un fenomeno strettamente connesso alla cura del Creato, un argomento sempre più attuale di cui noi giovani sentiamo parlare come di qualcosa da affrontare nell’immediato. Una sfida da affrontare insieme, confrontandosi su ciò che ognuno di noi può concretamente fare e spingendo verso una maggiore attenzione a livello politico. Il Papa ci spinge a pensare l’ecologia nel suo senso più esteso, un’ecologia integrale che deve affrontare diverse tematiche. Lo sfruttamento lavorativo, il land grabbing e le agromafie sono solo alcuni esempi di argomenti da trattare con attenzione, da portare nella nostra quotidianità. Aprire gli occhi su questa tematica è ora essenziale: è questo infatti il tempo di agire, di cambiare le nostre abitudini in nome del rispetto dell’ambiente e dell’uomo stesso.

Credo che oggi la Chiesa debba guidarci in due direzioni: prima di tutto, dal punto di vista spirituale, aiutandoci a sentire come vicine le cause altrui, vivendo con uno spirito consapevole il nostro tempo e spingendo verso ideali solidali non solo nei pensieri, ma anche nelle azioni quotidiane. L’altra direzione, invece, una strada che si incontra a metà con chi la Chiesa la vive dai banchi. Un incontro costruttivo, che deve essere pensato per contaminare idee e pensieri, per costruire insieme un cammino rispettoso e solidale.

Come giovani ci è stato chiesto di arrivare con proposte concrete: cosa fare per prenderci cura del creato, dell’ambiente, della nostra casa? Come migliorarci? Piccoli gesti e grandi cambiamenti: dagli orti curati dalla comunità alla conoscenza di realtà locali socialmente impegnate a gesti attenti nella gestione della casa e delle risorse.

Come cristiani, come cittadini, abbiamo il dovere di agire, di informarci e vivere ogni giorno con consapevolezza: voler cambiare questo mondo non è un’utopia, è un impegno da prendere con serietà.

La nostra è una vera e propria sfida e pertanto ci è chiesto di aprire gli occhi, di agire.

Sedere in Duomo e riflettere con coetanei e con alcuni rappresentanti della Chiesa è stata una grande opportunità, un brivido che ha risvegliato la voglia di fare, di sporcarsi le mani per il nostro mondo. Ora, è tempo di andare avanti, di seguire la direzione intrapresa per scoprire, forse delineare, la meta, insieme.

I punti essenziali? Solidarietà, rispetto e ascolto.

Margherita, gimmina
(Missionari Comboniani)