Dopo un bilancio di 118 vittime, torna la normalità nel penitenziario ecuadoriano di Guayaquil

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Sabato 2 ottobre 2021
È salito a 118 il bilancio delle vittime, sei delle quali decapitate, registrate in quella che verrà ricordata come una delle battaglie carcerarie più mortali della storia sudamericana, avvenuta martedì scorso nel penitenziario di Guayaquil, città portuale nel sud ovest dell’Ecuador. [Nella foto: due detenuti sul tetto del penitenziario. Credit
Ansa/Avvenire]

Gli scontri erano iniziati quando alcuni detenuti appartenenti a un clan stavano festeggiando il compleanno di uno dei loro leader, vantandosi di avere il controllo della prigione, e scatenando così l’ira di alcune bande rivali presenti nelle altre ali dell’edificio. La situazione è tornata alla normalità all’interno dell’Istituto di pena. «Tutto è calmo, i detenuti sono nelle loro celle», ha detto ieri il comandante di polizia Tannya Varela, rivolgendosi alla stampa nel complesso carcerario di Guayaquil dopo un’operazione militare in cui sono stati impegnati quasi mille poliziotti, due dei quali sono rimasti feriti.

Secondo la Procura «la lotta per il potere all’interno del carcere e l’intenzione delle autorità di trasferire i capi delle organizzazioni criminali in altre prigioni del Paese sono stati i fattori scatenanti» dei violenti scontri, in cui sono rimasti feriti anche circa 90 detenuti appartenenti ai tre clan coinvolti, Los Choneros (vicini al cartello messicano Sinaloa), e Los Lobos con Los Tiguerones, collegati al cartello messicano Jalisco New Generation.
[L’Osservatore Romano]

Scontro fra gang in carcere

Familiari dei detenuti accorrono al carcere per avere notizie dei loro cari - Ansa/Avvenire.

In Ecuador è salito ad almeno 116 morti e 80 feriti il bilancio degli scontri di ieri fra gang di criminalità organizzata nel carcere El Litoral di Guayaquil: l'aggiornamento è dello stesso presidente della Repubblica, Guillermo Lasso, citato dal quotidiano El Comercio della capitale Quito. Il capo dello Stato, arrivato nella città portuale dopo aver decretato due mesi di stato di emergenza per il sistema carcerario, ha detto che le vittime sono tutti detenuti e che negli scontri non è rimasto coinvolto il personale carcerario.

Secondo la ricostruzione del portale di notizie Primicias, tutto è cominciato con la decisione di una banda di reclusi, Los Choneros, di festeggiare il compleanno di uno dei suoi capi chiamato Victor, rivendicando nel contempo il controllo sull'intero centro di reclusione. Questo, sostiene il portale, "ha suscitato l'ira dei membri di altre due bande - Los Lobos e Tiguerones - che hanno aperto il fuoco nei padiglioni otto e nove della prigione". Centinaia di agenti di polizia hanno circondato l'edificio per evitare fughe di massa, riuscendo a riprendere il controllo della situazione dopo cinque ore.

Da tempo in Ecuador la situazione delle carceri è esplosiva e quest'anno si sono spesso ripetuti ammutinamenti e rivolte. In febbraio almeno 79 prigionieri sono morti in disordini simultanei in quattro carceri dove è reclusa circa il 70% della popolazione carceraria.
[Avvenire]