Sabato 25 settembre 2021
I leader politici, militari e uomini d’affari in Sud Sudan hanno dirottato illecitamente decine di milioni di dollari dalle casse dello Stato. La denuncia è contenuta nel rapporto presentato il 23 settembre dalla Commissione per i diritti umani – che ha il compito di monitorare e riferire sulla situazione dei diritti umani in Sud Sudan – al Consiglio per i diritti umani a Ginevra. [Nella foto: Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir (Credit: occrp.org).
Nigrizia]

La denuncia nel rapporto della Commissione per i diritti umani

Sud Sudan:
decine di milioni di dollari sottratti allo Stato

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno trovato “prove che, dal 2018, funzionari statali ed entità legate al governo… hanno sottratto e riciclato circa 73 milioni di dollari”, comprese transazioni per quasi 39 milioni di dollari in un periodo inferiore a due mesi. Cifre che, denunciano, “rappresentano senza dubbio solo la punta dell’iceberg”. «L’appropriazione indebita include il coinvolgimento di politici, funzionari governativi, società internazionali, personale militare e banche», ha affermato la presidente della Commissione, Yasmin Sooka.

In un solo caso emblematico, la Commissione ha rivelato come un unico pagamento effettuato illegalmente nel maggio 2018 dal Ministero delle finanze all’imprenditore sudanese Ashraf Seed Ahmed Al-Cardinal, noto anche come “Al Cardinal”, rappresentasse lo sbalorditivo 21,6% del budget totale per “Uso di beni e servizi” e “Spese in conto capitale” per l’intero anno fiscale 2018-2019. Il rapporto evidenzia inoltre che l’industria petrolifera del Sud Sudan è dominata da “consorzi petroliferi irresponsabili, le cui azioni hanno prodotto una notevole devastazione, compreso il degrado ambientale e danni che hanno un impatto sulla salute dei cittadini”.

«Abbiamo analizzato una serie di incidenti sanitari prevenibili indotti da malattie e malformazioni congenite devastanti, compresi molti che possono essere direttamente attribuiti alla presenza di contaminazione da greggio nell’acqua, contribuendo al degrado ambientale», ha affermato Sooka. La Commissione ha evidenziato come la distrazione sistematica e illecita di risorse statali abbia gravemente compromesso i diritti economici, sociali e culturali dei cittadini. E come questo saccheggio continui anche ad alimentare la competizione politica tra le élite al potere, rappresentando un fattore chiave del conflitto in corso e delle violazioni dei diritti umani, mettendo a repentaglio le prospettive di una pace sostenibile.

Questo sta accadendo in un paese dove quasi i due terzi della popolazione, pari a 7,2 milioni di persone, lotta quotidianamente per procurarsi il cibo. Il recente rapporto dell’agenzia dell’Onu ratifica quanto già in più occasioni denunciato dall’organizzazione The Sentry, e riportato da Nigrizia, riguardo alla corruzione rampante delle élite di potere sud-sudanesi.
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