Giovedì 12 agosto 2021
Svolta in Sudan. Il governo di Khartoum ha deciso di consegnare l’ex presidente Omar al-Bashir alla Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Mariam al-Mahdi, incontrandosi con il nuovo procuratore generale della Cpi, in visita nella capitale, per discutere con le autorità sulla cooperazione da attuare nella gestione dei crimini del Darfur. (
Foto Credit: redress.org. Testo: L’Osservatore Romano)

Su al-Bashir, che ha governato il travagliato Paese per trent’anni prima di essere destituito nel 2019, pesano gravi accuse: genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità durante il conflitto in Darfur. Insieme all’ex presidente — attualmente sotto processo a Khartoum per il colpo di Stato militare che lo portò al potere nel 1989 — verranno consegnati altri due leader accusati di crimini contro l’umanità. Mariam al-Mahdi ha riferito che «il Consiglio dei ministri ha deciso di consegnare le persone ricercate e ha approvato l’adesione allo Statuto di Roma». Le due questioni — ha detto — sono state illustrate, ieri, in una riunione congiunta con il Sovrano Consiglio per la loro ratifica. Lo riporta l’agenzia Suna.

Lo scorso 4 agosto il governo sudanese ha adottato il disegno di legge che aprirà la strada all’adesione del Paese alla Cpi. Lo ha annunciato il primo ministro, commentando che «giustizia e responsabilità sono la spina dorsale del nuovo Sudan, che si impegna per lo stato di diritto». Si tratta di un passo decisivo nel delicato processo di transizione in corso, ma anche significativo in relazione agli impegni presi con la comunità internazionale nel favorire il processo di al-Bashir.
[L’Osservatore Romano]