Lunedì 23 luglio 2018
“Come sappiamo tutti – scrive il comboniano Mons. Menghesteab Tesfamariam, Arcivescovo metropolita di Asmara, Eritrea –, stanno risuonando gli echi di quella pace che oramai da molto tempo stavamo agognando. Sono echi che suscitano gioia e infondono coraggio in tutti noi. Di tutto ciò dobbiamo ringraziare anzitutto il Signore Dio e, subordinatamente, quanti vi si stanno impegnando come operatori di pace. Ma, con il ringraziamento, occorre una costante preghiera e una continua implorazione. A tale scopo, vi comunichiamo ufficialmente che noi, vostri Vescovi Cattolici, abbiamo stabilito che, dall' 8 luglio al 6 agosto 2018, in tutte le parrocchie, chiese, cappelle, conventi e monasteri di tutte e quattro le nostre circoscrizioni ecclesiastiche, si elevino speciali ed intense preghiere”.

(Conferenza episcopale eritrea)
Council of Catholic Hierarchs
Eritrea

Preghiere e implorazioni per una pace giusta e duratura

“Il rispetto e lo sviluppo della vita umana richiedono la pace. La pace non è la semplice assenza della guerra e non può ridursi ad assicurare l'equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l'assidua pratica della fratellanza. È la “tranquillità dell'ordine” [Sant'Agostino, De civitate Dei, 19, 13]. È frutto della giustizia [Cfr. Is 32,17] ed effetto della carità [Cfr. Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 78]”. (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2304).

Cari membri della famiglia di Dio,
"La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi" (2Cor 13,13).

Come sappiamo tutti, stanno risuonando gli echi di quella pace che oramai da molto tempo stavamo agognando. Sono echi che suscitano gioia e infondono coraggio in tutti noi. Di tutto ciò dobbiamo ringraziare anzitutto il Signore Dio e, subordinatamente, quanti vi si stanno impegnando come operatori di pace. Ma, con il ringraziamento, occorre una costante preghiera e una continua implorazione. A tale scopo, vi comunichiamo ufficialmente che noi, vostri Vescovi Cattolici, abbiamo stabilito che, dall' 8 luglio al 6 agosto 2018, in tutte le parrocchie, chiese, cappelle, conventi e monasteri di tutte e quattro le nostre circoscrizioni ecclesiastiche, si elevino speciali ed intense preghiere. Chiediamo pertanto ai Reverendi parroci, superiori e superiore delle comunità religiose di provvedere alla fedele attuazione delle suddette disposizioni. Visto che, subito dopo, subentrerà I’annuale quindena preparatoria alla solennità dell'Assunzione di Maria Santissima, va da sé che il tempo di preghiera e di implorazione troverà in essa una naturale continuità.

Per conquistare la pace occorre rivestirsi di sentimenti di rettitudine, di giustizia, di perdono, di flessibilità e, soprattutto, di un vero e autentico spirito di riconciliazione e di misericordia. Ma ciò sarà possibile solo se i nostri sforzi si fonderanno su Dio stesso. Pertanto, affinché il cammino di pace appena iniziato sia efficace, fruttuoso e soprattutto giusto e orientato al bene di entrambi i nostri popoli, esortiamo che, oltre alla preghiera e all’implorazione, si tengano, soprattutto nei sabati e nelle domeniche, tempi di riflessione sui temi della giustizia, della pace e della riconciliazione. È importante che tutto ciò si svolga sulla base della Parola di Dio e dei documenti della Chiesa in materia. Ogni giorno, concluderemo I'ora di preghiera recitando l'invocazione che ripetiamo alla fine della S. Messa: “O re della Pace, pacifico Gesù Cristo, donaci la tua pace”, o una preghiera simile, seguita dall'invocazione: “Regina della pace, prega per noi”.

Cristo Gesù, che ha proclamato “beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9), renda anche noi degni e autentici operatori di pace. Possa LUI donarci presto una pace vera, permanente e costruttiva.

Auguro a tutti le più abbondanti benedizioni di Dio.

Abune Menghesteab Tesfamariam, MCCJ
Arcivescovo metropolita di Asmara, Eritrea
Asmara, 14 luglio 2018

Tra Etiopia ed Eritrea il miracolo della pace

Pace siglata tra Etiopia ed Eritrea il il 9 luglio.

L’accordo di pace siglato da Etiopia ed Eritrea il 9 luglio è un evento storico. Le firme del presidente eritreo Isaias Afeworki e del premier etiope Abiy Ahmed hanno segnato la fine di vent’anni di guerra e di tensioni tra i due Paesi. Guerra e tensioni che, di fatto hanno bloccato, la crescita economica, sociale e democratica dei due Paesi e hanno dato vita a un lungo periodo di instabilità nel Corno d’Africa.

Per comprendere l’importanza dell’intesa bisogna fare un passo indietro. Con la fine della Seconda guerra mondiale, l’Eritrea, ex colonia italiana, è stata prima federata e poi annessa all’Etiopia. Dall’inizio degli anni Sessanta si è scatenata una guerra di indipendenza degli eritrei contro le forze del negus Hailè Selassiè e poi contro quelle di Manghistu Hailè Mariam.

Il conflitto è durato trent’anni, un periodo lunghissimo in cui si è forgiata quella classe politica e militare che ha preso il controllo dell’Eritrea dopo l’indipendenza raggiunta nel 1993. Cresciuti nelle asprezze della guerriglia e poco avvezzi ai principi democratici, i politici eritrei si sono trovati spiazzati di fronte alla sfida di un Paese da ricostruire. I trent’anni di conflitto inoltre li avevano abituati a un odio quasi atavico nei confronti degli etiopi. L’Etiopia ha avviato un percorso simile, anche se meno duro. La classe politica di etnia tigrina ha iniziato a dominare il Paese, mettendo la sordina all’opposizione e alle altre etnie (gli amhara, che tradizionalmente avevano governato la nazione, e gli oromo). Nel 1998 la tensione tra i due Paesi è andata aumentando fino sfociare nella guerra (...)