Il grido di allarme di Medici senza frontiere. Emergenza alimentare in Ciad

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Domenica 22 luglio 2018
Crisi alimentare nel Ciad orientale, nella regione di Salamat: a lanciare l’allarme è l’organizzazione internazionale Medici senza frontiere (Msf). Nel solo mese di maggio 325 bambini malnutriti sono stati ricoverati presso il centro nutrizionale dell’ospedale di Am Timan, supportato da Msf, la cui capacità massima è di 60 posti letto. Il numero dei pazienti è destinato ad aumentare a causa di un’emergenza nutrizionale ricorrente nel paese, causata da pratiche alimentari inadeguate, cambiamenti climatici, difficoltà di accesso alla terra e all’acqua e da un fragile sistema sanitario. Nella foto: Mons. Perin Rino, comboniano, in mezzo ai bambini.

«La crisi alimentare che sta colpendo il Ciad è cronica — dichiara Candida Lobes, un’operatrice da poco rientrata dal Ciad — sappiamo già che ci sarà anche l’anno prossimo. I suoi effetti sono sconvolgenti. Nel nostro ospedale arrivano bambini che non riescono più a ridere, giocare, piangere perché sono troppo deboli. In altre parole, non sono più bambini».

Ogni anno, da maggio a settembre, centinaia di migliaia di persone in Ciad, e nell’intera regione del Sahel, devono affrontare un’e s t re m a insicurezza alimentare a causa del periodo di magra, quando la stagione secca si accompagna al progressivo esaurimento delle scorte alimentari. Ma nel 2017 la situazione nutrizionale in Ciad è peggiorata in modo significativo e la stagione secca è arrivata prima del previsto, causando gravi problemi di insicurezza alimentare a quasi 900.000 persone. In 12 regioni su 23 è stata ora dichiarata un’emergenza nutrizionale e in 15 regioni la prevalenza della malnutrizione grave ha superato la soglia di emergenza del due per cento. Si registra in Ciad il sesto tasso di mortalità infantile più elevato al mondo e la malnutrizione è tra le principali cause. Le prime vittime sono i più vulnerabili: un bambino su sette muore prima del quinto compleanno.
L’Osservatore Romano, domenica 22 luglio 2018, p. 2